L'incubo
Era sempre lo stesso incubo; era nella stanza delle necessità, il suo amico che urlava arso dalle fiamme, il cuor che gli martellava nel petto, la paura, il calore e le fiamme che riempivano ogni angolo della stanza.
L’ossigeno veniva consumato come la sua speranza.
In quell’enorme stanza ricoperta di fiamme e terrore, Draco assisteva impotente alla sua imminente morte.
Eccetto che poi sopravviveva.
Una mano si tendeva, usciva dalle fiamme, lui ci si aggrappava sempre, e si ritrovava a volare poi in alto nel cielo con Harry Potter. Si svegliava sempre quando finalmente era al sicuro, ma questo non annullava affatto il terrore che ancora albergava nel suo cuore.
Quell’incubo non era solo ricorrente, era un’ossessione. Draco non faceva che passare le notti tra la paura di addormentarsi e la paura di essere ormai bloccato in quel sogno ancora e ancora.
Aveva così paura che, anche da sveglio, cercava Harry Potter tra la folla. Anche da sveglio, ambiva stringere quella mano e aggrapparsi a lui, affinché lo traesse in salvo.
Così si sedeva il più possibile vicino a lui nelle lezioni in comune, faceva in modo di ritrovarsi sempre in luogo frequentati dall’altro o di sedersi nella sala grande solo dove poteva vederlo.
Il solo vederlo, gli riusciva a far calmare i nervi tesi dalla mancanza di sonno e la paura.
- Perché non provi una pozione per dormire profondamente?- aveva tentato Blaise una notte – Così non sogni affatto.-
Draco aveva scosso la testa – Ci ho già provato. Non ha funzionato.-
- Allora non ti resta che Potter.- replicò Blaise, divertito.
Non c’era nulla di divertente.
Draco era così stanco da rischiare di addormentarsi in piedi. Complice la voce monotona del professore trapassato di storia si ritrovò accucciato sul banco in attimo prima e nella stanza infuocata l’attimo dopo.
La paura lo agguantò come sempre, si ritrovò a gridare, sperando di essere sentito, che quella mano giungesse presto. La fine del sogno, la sua via di fuga, la sua salvezza…
Harry apparve tra le fiamme e lui ci si aggrappò con tutte le sue forze.
Sentita se stesso tremare contro l’Harry del suo sogno, così intensamente che si rese conto che, a differenza del solito, il calore che sentiva non era dalle fiamme.
Aprì gli occhi e si rese conto di vedere una spalla, oltre la quale una classe li fissava, senza parole.
Si rese conto di chi era la spalla e di cosa era successo. Si impose di lasciarlo andare, dovette dare l’ordine ad ogni sua terminazione nervosa per riuscire a farsi rispettare dal suo corpo. Si allontanò, faticando perfino a respirare. Soffiò – Scusate.- prima di raccogliere la sua borsa e scappare via.
Saltò il resto delle lezioni, decise di prendere un po’ della pozione per dormire profondamente, avrebbe sognato ancora, ma perlomeno avrebbe potuto riposarsi un poco e evitare di addormentarsi a lezione.
Prima di crollare nel sogno profondo, si concentrò sul calore del corpo del grifondoro che aveva avvertito in quell’abbraccio forzato, fu più forte di lui.
Funzionò.
Si risvegliò solo la sera quando fu Blaise a svegliarlo per la cena.
- Per quello che è successo...- mormorò mentre Draco si dava una sistemata. Era così restio a risvegliarsi davvero che faticava a mettersi a fuoco allo specchio.
- Immagino che avrà fatto il giro della scuola.- mormorò mentre si passava la spazzola tra i capelli arruffati.
- Potter…- soffiò – Ha fatto domande.-
Draco si girò verso di lui - … che gli hai detto?-
Blaise nell’attesa stava giocando con la sua bacchetta, roteandola tra le dita – La verità.-
- Cosa?- si girò verso di lui. Era incapace di metterlo a fuoco per la stanchezza, ma metterlo a fuoco non sarebbe stato un problema mentre era ricoperto di sangue. Non in quel dormitorio.
- Non tutta.- precisò – Cioè che hai incubi e fatichi a dormire. Non gli ho certo detto che sogni che lui ti salvi come un bel principe azzurro.-
Draco gli lanciò la spazzola per sfogare almeno un po’ della sua frustrazione. Blaise gli sorrisi con innocenza.
- Cosa ha detto?-
- Niente. Ha annuito ed è andato via.-
- Se sono fortunato magari mi prenderanno in giro qualche settimana e poi si dimenticheranno tutti cosa è successo.- si azzardò a dire.
Blaise alzò un sopracciglio e gli restituì la spazzola – Ti senti fortunato?-
**
Tornato a lezione Draco si aspettava risatine, ma nessuno lo prendeva in giro, e fu strano. Si aggirò tra le classi e i corridoio con un espressione guardinga e timorosa, ma nessuno sembrava prestare attenzione a lui.
Fino a quanto Harry Potter non gli si parò davanti con un espressione indecifrabile.
- Dobbiamo parlare.- sentenziò.
Draco si aggrappò alle cinghie della sua borsa in un gesto difensivo e replicò – Perché?-
- Perché sì. Vieni.-
Harry si girò e iniziò a camminare senza nemmeno curarsi se Malfoy lo seguiva, dal canto suo, seguirlo era diventato il suo istinto primario sin da quando quella stanza aveva preso fuoco.
Camminarono a poca distanza l’un dall’altro per qualche minuto, poi Harry si affrettò ad entrare in un corridoio poco utilizzato e lo tirò dentro una stanza altrettanto poco utilizzata.
Il suo primo istinto fu di volersi coprire la bocca per via dell’enorme strato di polvere che era condensati sulla mobilia, il secondo fu quello di fissare Harry come era sua abitudine fare.
- Potter…- esordì cercando di trovare le parole, ma non trovò nulla da dire per giustificarsi, così si limitò a scusarsi – Mi dispiace se ti ho abbracciato. Non era mia intenzione.-
Harry incatenò il suo sguardo e per un attimo Draco si sentì giudicato.
- Cosa ricordi esattamente?-
- Come?-
- A parte l’avermi abbracciato.-
Draco sentì nel suo animo la paura avanzare. Lo aveva solo abbracciato, giusto? Non aveva fatto altro… GIUSTO?
Draco lo guardò con un’espressione confusa, e Harry aggrottò le sopracciglia.
- Eri terrorizzato, Malfoy. Non ti ho mai visto così.-
- Si chiamano incubi non a caso.-
- Poi hai scelto di abbracciarmi.- continuò.
Era una strana combinazione di parole quella. Aveva scelto. Voleva dire che non era stato il semplice istinto di aggrapparsi a qualcuno, era stata una volontà; Harry sapeva.
Draco abbassò gli occhi, più umiliato che mai, odiando il suo inconscio.
- Sogno la stanza delle necessità in fiamme e tu che mi salvi.- confessò.
Harry sembrava pensieroso mentre si avvicinava – Posso fare qualcosa per aiutarti?- domandò, con premura.
Gli venne quasi da ridere – Non posso certo chiederti di abbracciarmi prima di dormire, non credi?-
- Perché no?- replicò l’altro seriamente perplesso.
Draco strabuzzò gli occhi e ci fu una replica di sguari davvero comica.
“Secondo te?”
“E quindi?”
“Potter!”
“Che male c’è?”
Il fatto che avessero dialogato senza parlare, fu stranamente familiare.
Draco prese un profondo respiro – Perché vorresti farlo?- domandò.
- Capirai, abbracciare qualcuno. Nemmeno mi stessi chiedendo di donarti un organo.-
- Beh, mi doni il tuo corpo.- provò a sdrammatizzare.
Nello sguardo di Harry passò una nuova luce, come se trovasse molto divertente quel paragone.
- Non mi chiedi perché sono disposto a farlo?-
- Sarebbe controproducente al fatto che ho bisogno che tu lo faccia?- replicò Draco, confuso dalla facilità con cui ne stava parlando.
- Dipende.-
- Vuoi farmi del male?-
- No.-
- Prendermi in giro?-
- No.-
- … la tua motivazione ha, in generale, una connotazione negativa?-
Harry ci rifletté – “non credo”…? –
- Vai. Dimmela.- soffiò, pronto a tutto.
Harry assottigliò lo sguardo e sembrò ponderare se farlo davvero, poi scosse la testa – Meglio di no. Non adesso.- si guardò attorno, a disagio – Allora… quando vuoi.-
Draco ci meditò su – Sarebbe strano invitarti a dormire con me. Non che non sia strano che tu accetti di abbracciarmi per farmi addormentare.- si sentì di nuovo arrossire – Oggi pomeriggio?- propose – Tutti saranno via.-
Harry annuì e restarono così.
Quando Harry bussò alla porta, Draco sobbalzò. Gli aprì con un espressione pensosa.
- Ammetto che non credevo che venissi davvero.-
Harry aprì le braccia – Usami impunemente.-
Draco s’umettò le labbra e evitò di ribattere, gli fece cenno di entrare.
- Quindi ora… ci abbracciamo?- soffiò Draco.
Harry lanciò un’occhiata al letto – Stenditi, mi metto sul piumone e resto fino a che non ti addormenti.-
Draco restò un attimo a guardarlo, come se cercasse di capire quale fosse il trabocchetto a tutta la situazione. Dopo un po’, eseguì.
Come se nulla fosse, si ritrovarono distesi e abbracciati e Draco si ritrovò paradossalmente impossibilitato a dormire per via dell’agitazione.
- Chiudi gli occhi.- gli ordinò bonariamente Harry.
- Non è così semplice.- replicò l’altro – Non mi hai ancora detto perché hai accettato di farlo.- quasi obbligato, pensò.
Harry gli carezzò i capelli con un gesto spontaneo e pensieroso – Il fuoco.- disse con voce quasi assente. Con la mano libera cercò quella di Draco e gliela aprì, dolcemente – Se non avessi preso la tua mano, l’idea di perderti…-
Le iridi verdi erano diventate cupe, perse in una situazione che, a quanto pareva, aveva segnato entrambi.
- Harry…- lo chiamò e fu intimò dire il suo nome, più intimo di stare in un letto abbracciati – Perché sei qui?-
- Perché hai bisogno di me.- rispose, tornando alla realtà.
Fu più forte di lui, nemmeno la più ferrea logica lo avrebbe dissuaso dal farlo. Si spinse in avanti e cercò le sue labbra.
Una scarica di adrenalina lo invase alla paura di essere scacciato, ma svanì non appena sentì Harry stringerlo più forte, prima di rispondere al bacio con un impeto nuovo e soffocante.
Quando si staccarono, si guardarono con una confusione nuova e un consapevole imbarazzo.
- Vuoi davvero dormire?- domandò Harry, facendo scivola gli occhi sulle loro labbra.
- Non ci penso nemmeno.- soffiò Draco prima di riprendere dove si erano interrotti.