Amarsi per caso
Mar. 7th, 2020 06:57 pmNote:
Prompr: Immagini (Napoli)
Come l’ho usato: Hanno il primo vero appuntamento in un vicolo con tante bancarelle piene di libri. Harry gli regala anche un libro!
Parole: 5137
Amarsi per caso
Era una giornata gelida a Londra. Così gelida che l’erba era ghiacciata e scivolosa.
Entrando nel locale babbano in cui aveva appuntamento con Blaise Zabini, Draco Malfoy si godette qualche attimo l’aria calda che gli aggredì il viso.
Si sfregò le mani, cercando il proprio amico tra la folla. Non vedeva Zabini da tre mesi, mesi in cui l’uomo era dovuto stare dietro al suo nuovo nato, cosa che lo aveva invecchiato di dieci anni in un solo colpo.
Le nottate in bianco erano così evidenti sul suo viso che per un secondo stentò a riconoscerlo, poi si avvicinò a lui.
- Ehi. -
Blaise sorrise – Ehi a te. -
- Il piccolo Alex non ti ha fatto dormire nemmeno stanotte? - domandò sedendosi al tavolo con lui.
- Ti prego non hai una pozione da dargli? - scherzò Blaise fingendosi disperato. Forse non era poi così tanto una finta.
- Nulla di così leggero da darlo ad un neonato. - decretò Draco prendendo il menù – Mi dispiace. -
- Almeno sono riuscito ad uscire un po’. Non ce la facevo più. - mormorò afferrando anche lui la lista delle cibarie.
- Pensy come sta? -
- Meglio, dopo che è tornata dalla SPA. - mormorò l’amico – io e Alex abbiamo passato un intensa settimana insieme, così da essere libero e potermi godere questa cena. Fa’ che ne valga la pena. -
Draco si fece una piccola croce sul cuore, condita da un sorriso divertito – Farò del mio meglio. -
Fu in quel momento che accadde.
La porta trillò e Blaise alzò gli occhi solo un secondo sulla persona che aveva varcato la soglia, salvo poi tornare su di lui con una nuova e accesa curiosità.
- Non ti girare. - soffiò.
- Ovviamente questo mi spingerà a farlo. - grugnì Draco – Come pensi che io non…-
- C’è Potter e non è da solo. -
Ovviamente, questo fece girare Draco all’istante.
Non appena vide il suo vecchio arcinemico sulla soglia del locale con il suo accompagnatore Draco si riscoprì interessato.
- Pensi che quello sia…-
- Una sua conquista? Probabile. Ho sentito che cambia ragazzo ogni sera. -
Draco studiò i due nuovi entrati con la stessa curiosità con cui guarderebbe un film babbano per la prima volta; così incuriosito da nemmeno addentare i popcorn gentilmente regalati dal suo amico.
Non si preoccupava nemmeno che lo scoprissero, era ovvio che quello fosse lo spettacolo della serata.
- Tu lo trovi carino? - sentì la voce di Blaise raggiungerlo – Non mi pare granché. -
- Mah, Potter ha sempre avuto gusti discutibili, te la ricordi la Chang? -
- E La Weasley? -
Ridacchiarono divertiti, tornando alla loro cena.
Ma pur continuando a parlare con il suo amico di sempre, parte dell’attenzione del biondino era rivolta alla sceneggiata che si stava consumando a tre tavoli di distanza.
Da quello che aveva potuto capire ascoltando di quanto in quanto e lanciando occhiate furtive, l’appuntamento era un disastro. Non era solo lui a pensarlo, era una cosa che chiunque avrebbe potuto dire guardandoli. Il ragazzo con cui era uscito non aveva smesso un secondo di parlare, mentre il salvatore si limitava ad annuire e giocare col cibo con un’espressione seccata e un po’ assente.
Era vero che il ragazzo non fosse nemmeno granché, pensò Draco mentre beveva un sorso di vino, era davvero quello il tipo che piaceva all’uomo che avrebbe potuto avere letteralmente chiunque?
- Lo stai fissando di nuovo. - la voce di Zabini lo riportò alla realtà.
Era vero. Era più forte di lui.
- Vorresti dire che c’è qualcosa di più interessante da fissare? - replicò Draco divertito.
- … la persona con cui sei uscito, magari? - replicò Blaise ma più per partito preso dal momento che i suoi occhi, come anche quelli di tutta la sala, erano puntati sul bel moretto alle prese con un appuntamento che si stava trasformando in qualcosa di veramente patetico.
Ora, non solo il ragazzo era convinto che l’appuntamento fosse andato alla grande, ma stava cercando di fare piedino al povero malcapitato che si sottraeva cercando di non essere scortese.
- Povero Potter. - mormorò Blaise suo malgrado divertito – Dici che dovremmo aiutarlo? -
Draco lanciò un’occhiata veloce al tavolo. Questa volta il ragazzo stava tentando di prendere la mano di Harry che invece si liberava gentilmente dalle sue avance ma non abbastanza in modo deciso da lasciarlo desistere.
Era uno spettacolo ridicolo. Salvarlo, non sembrava poi una cattiva idea.
Ma come?
Sorrise e finì di bere l’ultimo sorso di vino – Augurami buona fortuna. - disse.
Prima che Blaise potesse domandargli cosa intendesse, si alzò e raggiunse il tavolo dei due sfortunati pseudo amanti, guardò Harry ed esclamò ad alta voce.
- Non ci posso credere, è con lui che mi tradisci?! -
Tutti si girarono a guardarli, il ragazzo guardò Draco confuso.
Harry Potter per un secondo fece una faccia stupida come a chiedersi di cosa diavolo stesse parlando. Draco rincarò indicò il suo appuntamento – Tradisci ME con LUI? Questo è un vero oltraggio! Non ti azzardare a tornare a casa stasera! -
Lanciò un’occhiata esasperata al moretto per fargli cogliere l’occasione perché quella sera sembrava particolarmente lento a cogliere gli indizi, poi la lucidità si fece strada nel suo sguardo.
- Posso spiegare! - si alzò e prese le braccia di Draco come ad impedirgli di scappare – Non è come pensi lui… lui è solo un amico! -
- Un amico?! - gracchiò il ragazzo, offeso.
Harry alzò gli occhi al cielo – Non significa niente. Io amo solo te, lui è solo… un errore! - rincarò.
Il ragazzo prese il fazzoletto solo per buttarlo nel piatto con aria drammatica – Questo è troppo! - sbottò – Non sono mai stato così umiliato in vita mia! Addio! -
Prima che i due potessero aggiungere altro della loro sceneggiata, il ragazzo corse via.
I due attorno fissarono la porta dove era svanito con un’espressione trionfante, poi Draco scivolò via dalla presa di Harry con nonchalance.
- Beh… grazie Malfoy. - mormorò – mi hai salvato la vita. -
- Beh se non la vita, perlomeno la tua virtù. Sei così gentile che ti saresti fatto quello piuttosto che dirgli che non era il tuo tipo, o sbaglio? -
Harry arrossì – L’avrei rifiutato… alla prima occasione. -
- Spero che la prima occasione fosse prima di mettere su casa e famiglia. - lo prese in giro - poi Draco indicò il tavolo dove un divertito Blaise lo salutava.
- Devi avere una fame da lupi, ti unisci a noi? -
Non si aspettava davvero che il salvatore del mondo accettasse, ma lì per lì aveva solo pensato che non aveva mangiato nulla nell’ora buona che era rimasto seduto ad ascoltare la persona con cui aveva avuto la brillante idea di uscire.
Stava già per ribattere un saluto di circostanza quando, come se nulla fosse, Harry esclamò - Posso? -
Draco lo guardò qualche attimo, poi scrollò le spalle e si avviò fino al tavolo. Rubò una sedia da un tavolo vicino e la preparò. Poi si sedette come se tutta la parentesi di poco prima non fosse esistita, come se la conversazione con Blaise non fosse rimasta a metà e la cena non si fosse freddata.
Harry si sedette poco dopo, insolitamente incuriosito dalla situazione.
Blaise gli versò un bicchiere di vino e gli sorrise – Sul serio Potter. Hai dei gusti pessimi. - esordì e, probabilmente, concordò tutta la sala.
Prima di rendersene conto i tre stavano parlando e divertendosi insieme.
- No, per davvero. - insistette Blaise - Perché sei uscito con quello lì? -
Harry scrollò le spalle – App di incontri. -
- App? - rimbeccò Draco – Cos’è? -
Harry meditò, cercando le parole – E’ un modo babbano per incontrare gente, vedi la loro foto e, se ti piacciono, si organizza un appuntamento. -
Blaise lanciò un’occhiata a Draco – Perdona la domanda, ma perché usi questa “app” quando potresti decidere chiunque tra la folla indicarlo e si inginocchierebbe a succhiarti il cazzo in un istante? -
Draco rise e bevve un sorso di vino – Ottima osservazione. -
- Non posso avere chiunque. - replicò Harry sulla difensiva e a Draco parve che gli lanciasse un’occhiata veloce – E’ che…- esitò, l’aria divenne improvvisamente seria – Nel mondo magico mi vedono tutti come un eroe e non vedrebbero mai me davvero, io non gli piacerei in quanto me, capite? -
I due si lanciarono un’occhiata complice.
- Nel mondo babbano nessuno mi conosce. - continuò ancora Harry – Se mi scelgono è perché gli piaccio. Però, ovviamente, non vuol dire che riesco sempre a trovare qualcuno che mi piaccia davvero, ma almeno sono sicuro che non siano influenzati dalla mia fama. -
- Ma non ha senso. - replicò Blaise, un’espressione esageratamente esasperata sulla faccia per rendere la sua obiezione divertita – Stai veramente rifiutando l’idea di farti qualsiasi cosa che respiri semplicemente perché puoi?! -
- Parla quello che si è sposato. - ribatté Draco divertito.
- Proprio perché mi sono sposato e dovrò fare sesso con mia moglie per il resto della mia vita che non capisco perché non ne approfitti alla grande. - replicò Blaise annuendo solennemente – Non stai cercando nemmeno l’uomo della tua vita, si tratta di sesso, non dovresti essere così schizzinoso. -
Harry sorrise divertito – Lo so, ma è più forte di me. -
Draco finì di versare la bottiglia di vino a tutti e tre e poi alzò il calice – Alla morale di Potter. -
Tutte e tre alzarono i calici divertiti.
Prima di rendersene conto, la serata era finita e Harry pagò il conto per tutti per sdebitarsi.
Blaise si dileguò per tornare dalla sua famiglia, così Harry e Draco rimasero soli, fuori dal locale. Harry fece un mezzo sorriso al serpeverde.
- E’ stato bello. - mormorò – Grazie ancora per avermi salvato. -
- Ti ho fatto un favore enorme, effettivamente. - ridacchiò Draco divertito poi lanciò un’occhiata verso la fine della strada dove un angolo buio sembrava perfetto per smaterializzarsi.
- Magari posso trovare un altro modo per sdebitarmi. - proruppe la voce di Harry all’improvviso – Magari posso pagarti la cena anche la prossima volta. -
Draco si girò a guardarlo e soppesò la proposta. Avrebbe dovuto salutarlo e andare via, eppure per qualche strana ragione restò lì.
Sentì le labbra muoversi prima ancora di concepire di star per parlare – Domani? -
Una luce nelle profondità dello sguardo di Harry brillò vivida, una piccola vittoria come quella di un pescatore che aveva appena visto la lenza tirare.
- Domani. - ripeté e poi girò e tacchi e andò via, svanendo prima ancora che Draco potesse pentirsi.
**
L’indomani Draco aveva ricevuto un messaggio con un posto e un orario.
Mentre faceva colazione, rigirava il biglietto tra le mani meditabondo.
Harry Potter, pensò, e non pensò altro perché quelle due uniche parole parlavano da sé; tutta la loro storia, tutto il loro passato insieme era un susseguirsi di continui errori, dolori e recriminazioni.
E ora erano pronti ad uscire come due amici… o no?
Sviò i pensieri e decise che pensare male di qualcuno solo perché era attratto dallo stesso sesso era stupido e immaturo.
Così, mise il biglietto in tasca e andò a lavorare.
Il tempo passò veloce, prima di rendersene conto aveva alzato gli occhi e l’orologio lo aveva guardato in cagnesco. Letteralmente.
- Sì, ho capito. - mormorò all’apparecchio che si rilassò solo dopo che il padrone chiuse i fascicoli nel cassetto pronto a prepararsi per uscire.
Tirò il bigliettino dell’appuntamento fuori dalla tasca e ripassò ancora nella testa le indicazioni. Lo fece più volte, come se potesse perdersi una sillaba per strada ad ogni lettura e finire per andare chissà dove.
Si guardò allo specchio e tentò di scacciare la fastidiosa sensazione di non essere pronto, di non essersi cambiato, lavato, sistemato…imbellettato.
Non è un appuntamento romantico, si ripeté, erano solo due persone che riallacciavano i rapporti.
Quel incontro non era nulla di più e nulla di meno di una burrobirra con i colleghi di lavoro.
Ma non riuscì a scacciare quella sensazione, restò come un tarlo nella sua testa per tutto il tragitto. Divenne così insistente che si fermò in bagno in ufficio per tirare fuori dalla sua borsa magica qualche pozione per dare almeno l’idea di esser sistemato.
Solo una volta che i suoi capelli erano tornati lucidi e tonici, le occhiaie ridotte e i vestiti tornati stirati perfettamente, Draco si recò all’appuntamento.
Harry era già lì, in maglione a collo alto, e una giacca marrone che su chiunque altro sarebbe stata un crimine alla moda ma su di lui tutto sommato non era male.
Quando i loro occhi si incrociarono, Draco pensò che avrebbe dovuto sistemarsi meglio.
Se c’era una cosa che odiava era quell’agitazione. La sera prima tutto era stato così spontaneo e semplice che ora sentirsi nervosi per vedere un amico gli sembrava sbagliato.
- Ehi. Sei venuto. - esultò Harry.
- Non ci credevi? -
- Ron mi deve dei soldi ora. -
- Avevate scommesso? -
Harry rise e gli fece cenno di entrare. Il locale dove l’aveva portato non era male, tutto era decorato con legno scuro e nodoso, le panche erano imbottite, il tavolo recava segni di tagli e scritte incise che guastavano un po’ l’insieme ma nulla di drammatico.
- Questo posto è…- cercò una parola che non sembrasse offensiva.
Harry scrollò le spalle – Avrei dovuto portarti in un ristorante come quello di ieri, ma ci siamo già stati e ho pensato di cambiare. In più, qui si mangia divinamente.–
Draco scrollò le spalle e prese il menù – Cosa offre la casa? -
Harry consigliò un paio di piatti spiegandogli più o meno cosa c’era dentro.
Dopo aver ordinato, aspettarono il disagio in silenzio per qualche attimo.
Poi Harry sorrise e fece – Beh, è strano. -
- Non ci siamo mai parlati molto, è ovvio che sia strano. -
Gli occhi di Harry lo incatenarono – No… è strano che non mi sembri strano. - mormorò- Cioè certo, è strano, ma non come dovrebbe esserlo…- insistette, poi si morse un labbro – lascia perdere. –
- Penso di capire, invece. - intervenne allora Draco. Era vero. Era la stessa sensazione di stranezza che aveva provato la sera prima: mai stati amici, che parlavano come se lo fossero da una vita.
- Vediamo…- esordì Potter -ho fatto pratica con tanti disastrosi appuntamenti quindi so esattamente le domande da fare per non languir nella conversazione. Prima regola, informazioni di base: cosa fai nella vita? -
- Lo sai cosa faccio. - replicò Draco.
- Fa finta che non lo sappia, dimmi esattamente di cosa ti occupi. Prometto che fingerò di sorprendermi. - rise Harry.
Draco s’umettò le labbra tentando inutilmente di non sorridere – Sono un funambolo vagabondo con lo scopo nella vita di posizionare due scope che reggono una corda su Buckingham Palace e camminarci sopra. -
Non se lo aspettava, lo lesse nel suo sguardo, prima che scoppiasse a ridere.
- Fantastico. - esclamò dopo aver recuperato un po’ di fiato – come pensi di attuare questo piano? -
- Con due scope e una corda. - insistette Draco – Semplice. -
- Semplicissimo. -
Da lì a mettersi a tavolino per programmare come farlo, fu un attimo. Ad un certo punto la conversazione iniziò perfino a diventare seria, meditarono sul quando era meglio farlo, se usare o meno incantesimi di protezioni e perfino di controllare il clima per evitare vento.
Lavoro immaginario, piano immaginario… vera gradevole serata.
Harry indicò un punto sul foglio, uno sgorbio antropomorfo che sarebbe dovuto essere uno spettatore perplesso e Draco si ritrovò senza rendersene conto a sfiorare la sua mano. Un brivido lo attraversò e non volle svanire nemmeno quando gli occhi di Harry si alzarono e si incatenarono ai suoi.
D’un tratto, l’atmosfera era cambiata. Riusciva a sentire la tensione che si era condensata attorno a loro, come se fossero avvolti da una pesante coperta di ansia e aspettativa.
Harry ritrasse la mano con nonchalance ma non con la ritrosia che gli aveva visto usare al suo disastroso appuntamento della notte prima. La serata proseguì, senza particolari momenti intimi, ma quel tocco aveva cambiato le cose, Draco lo avvertiva sulla pelle.
Pagarono il conto, uscirono al gelo della Londra invernale e si guardarono.
Draco si chiese se, in un vero appuntamento, quello sarebbe stato il momento del bacio. Suo malgrado, si preparò psicologicamente, perfino chiedendosi se si ricordava come si faceva dal momento che era passato molto tempo dall’ultima volta.
Harry lasciò scivolare gli occhi sul suo viso, ma solo per un breve istante, poi li abbassò e sorrise, con una nota di tristezza – Sono stato bene. - disse.
- Anche io. -
- Allora… -
Draco sentì la necessità di fare qualcosa, qualsiasi cosa. Pensò velocemente ai suoi impegni per la settimana dopo, ma non gli veniva in mente nulla.
- Ti va di rivederci martedì prossimo? – disse. Se avesse avuto un appuntamento altro quella sera era molto propenso a disdirlo senza ripensamenti.
Harry lo soppesò, in silenzio, poi si girò verso di lui e gli prese il viso tra le mani.
Due attimi dopo aveva premuto le labbra sulle sue e Draco ci mise qualche attimo a recepire di essere baciato. Ebbe appena il tempo di capirlo che Harry si allontanò e si chiese – Vale ancora l’invito? -
Beh, non era del tutto inaspettato. Allora perché si sentiva come se fosse stato un treno a prenderlo in pieno?
- Certo. - disse Draco – Martedì. -
Harry fece un largo sorriso, prima di salutarlo e allontanarsi per smaterializzarsi.
**
Si era precipitato nel salotto di Blaise due minuti dopo, e aveva iniziato a raccontagli tutto mentre faceva su e giù per la stanza, mentre lui tentava di dirgli di non fare rumore che il piccolo dormiva.
- Quindi… sei uscito con Potter. E allora? - replicò l’amico con poco entusiasmo.
Draco tergiversò prima di aggiungere – Mi ha baciato. -
Vide lo sguardo dell’amico diventare di pietra nel tentativo di non trasmettere emozioni diverse dall’interesse - … ti ha baciato. - gli fece eco.
- E martedì usciamo di nuovo insieme. - finì in ultimo Draco.
Attese la sua reazione, che fu di un assoluto e totale silenzio mentre amalgamava le informazioni. Poi Blaise si massaggiò le tempie – Disdici. - gli ordinò.
- Cosa? Perché dovrei? -
- Ah, non saprei, un motivo a caso? Forse perché sei etero? -
Draco subì il contraccolpo, strinse le labbra – Non mi pare un motivo valido. -
- Sì, se lui ci sta provando con te! - replicò Blaise esasperato – Smettila di alimentare le sue speranze. -
Il biondino sentì lo stomaco contrarsi – Ma…-
- Nessun “ma”. San Potter e la sua morale sono stati chiari: vuole qualcosa di vero e tu lo sai. -
Draco provò a dire qualcosa e Blaise lo ammonì con lo sguardo una, due, tre volte. Così mise il broncio.
- Ho capito. - si arrese.
- Bravo bambino. -
- Gli spezzerò il cuore. -
- Meglio ora che quando avrà perso la testa per te. -
Draco si alzò e Blaise lo accompagnò al camino. Dentro la brace, l’amico lo guardò con sospetto.
- Sono serio, D. Non lasciarti coinvolgere. - provò un’ultima volta.
L’altro annuì prima di andare via.
**
Okay, questo non era nei piani, pensò mentre varcava l’uscio della casa del Grifondoro, era semplicemente capitato.
Erano stati in un bellissimo vicolo dove c’erano stati ambulanti e bancarelle pieni di libri babbani. Era stato bellissimo, ed era stato molto intimo.
Non era un pretenzioso ristorante ma avevano preso una crepe al volo e avevano passeggiato.
Harry gli aveva regato perfino uno dei libri, era in Italiano, una lingua che aveva sempre segretamente voluto studiare.
Del resto, molti maghi potenti erano di stirpe italiana. Leonardo da Vinci, per esempio.
E poi era arrivata la fatidica domanda “vieni da me?” ed era lì che la situazione era precipitata.
Aveva avuto tutte le intenzioni di dire la verità a Harry, minuto dopo minuto aspettava il momento giusto, ma ben presto se ne era dimenticato, preso da altre conversazioni e dal quel misto di felicità e familiarità che provava quando era con lui.
Era stato così bene che quando Harry gli aveva chiesto come se nulla fosse se voleva andare a casa sua, Draco aveva risposto di sì. Non ci aveva nemmeno pensato su.
E sapeva benissimo cosa significava.
Harry stava parlando di qualcosa, non sapeva bene di cosa perché aveva smesso di ascoltarlo. Tanto valeva baciarlo.
Questo bacio, rispetto al primo, fu diverso: si presero il tempo per assaporarlo, Draco fece d’istinto il paragone su quanto fosse diverso dal baciare una donna; era meno delicato, decisamente.
Ma la sensazione di vuoto allo stomaco, era la stessa.
Quando si separarono e si rispecchiò negli occhi dell’altro, non riuscì a ricordare perché avrebbe dovuto dirgli qualcosa.
Solo una volta, pensò, poteva provare ad andare con un uomo.
Harry non era uno che perdeva tempo, pensò, dopo che quel bacio aveva dato il via a una serie di avvenimenti che lo avevano portato a rimanesse in mutande disteso sul letto dell’altro. I baci si erano spostati dalla bocca al resto del corpo.
A Harry piacevano i preliminari, pensò distrattamente, come memorizzò altre piccole cose: gli piaceva dare piccoli morsi, esplorare il corpo del suo amante, gli piaceva vezzeggiarlo, stuzzicarlo carezzando la peluria prima di prenderlo finalmente tra le mani.
L’intera situazione era già abbastanza eccitante che per farselo venire duro non servì immaginare altro; Harry Potter che lo toccava glielo aveva fatto già diventare di pietra, ma Harry Potter che glielo leccava, era un altro paio di maniche.
Quando sentì la lingua calda scorrere lungo la sua erezione, gli mancò il respiro, quando lo vide ingoiarlo, rischiò di venire.
Poi sentì qualcosa di caldo sul suo ano e l’intero corpo si irrigidì, fu come una doccia ghiacciata.
Spalancò gli occhi al soffitto e sentì i campanelli d’allarme risuonare in tutto il corpo, cercò di non pensarci, di concentrarsi su altro, ma Harry si era accorto che qualcosa era cambiato.
Risalì il suo corpo per poterlo guardare negli occhi e Draco gli restituì un espressione colpevole.
- Non hai mai…? -
- No. -
Harry gli sorrise, in modo rassicurante – Vuoi che mi fermi? - domandò.
La sua erezione rispose per lui, con una fitta poco difficile da capire – No. - soffiò, frustrato.
Ancora una volta, Harry sorrise e gli baciò il petto con una serie di baci dolci e umidi che ebbero un effetto calmante – Vuoi venirmi in bocca? - propose allora.
Se avesse continuato a dire quelle cose, Draco era quasi sicuro che sarebbe venuto senza niente di niente.
Affondò una mano nei suoi capelli per tirarselo sul viso e rubargli un bacio lento e appassionato, un po’ per guadagnare tempo, un po’ perché baciarlo non gli dispiaceva e in quel momento sentiva il bisogno di trovare un contatto con lui che lo riportasse in vena.
Era così preso dal bacio, che si accorse solo in un secondo momento dell’erezione di Harry sulla sua coscia, e quando la guardò in basso, la pensò dentro di lui.
- Posso stare sotto io. - disse il padrone di casa credendo di seguire il filone dei suoi pensieri. Ma Draco stava pensando solo che Harry Potter voleva entrargli dentro, e quindi era quello che sarebbe accaduto. Che poteva farcela.
Così lo guardò e gli fece un’unica domanda – Vuoi fottermi, Potter? -
Gli bastò guardarlo negli occhi per riuscire a vedere quanto lo volesse, nonostante la gentilezza e gli accomodamenti, quello che Harry davvero voleva era affondare in lui. Quindi, era quello che sarebbe successo.
Draco tirò le labbra in un sorriso più mordace che riuscisse a fare – E allora, fallo. -
**
Da qualche parte nella sua testa ricordò la frase: il punto G di un uomo era nel suo ano. Eppure, non aveva mai provato a farci nulla, nemmeno quando sperimentava da ragazzino.
Nonostante il gel, il primo dito di Harry trovò molta resistenza, Draco si impegnò a rilassarsi, ma l’ansia era più forte di lui, era così densa che quando Harry passò la lingua umida e calda dalla base alla punta della sua erezione, probabilmente per distrarlo, Draco sobbalzò.
Eppure, quando Harry uscì da lui, si sentì sopraffatto da un vuoto nello stomaco.
- Non dobbiamo per forza. - disse con voce gentile, anche se poteva dire dalla tensione del suo corpo quanto fosse frustrato.
Draco abbandonò la testa sul cuscino, più disperato che mai. Poi si mise seduto e rovesciò le posizioni. L’altro lo fissò con confusione.
- Se non puoi scoparmi, posso sempre succhiartelo. - tagliò corto Draco, prima di spingerlo disteso e iniziare a scendere lungo il corpo.
Non l’aveva mai fatto, ma decise che non rifletterci tanto, fosse la soluzione a tutta quella frustrante situazione.
Harry afferrò i suoi capelli, nel vano tentativo di fermarlo, ma quando la lingua si posò sulla pelle tesa, lo sentì gemere frustrato.
Il sesso di Harry era caldo, fremeva nelle sue mani, scivolava nella sua bocca con facilità. Ora che stava assaporando e toccando e leccando da sé, d’un tratto non sembrava fare tanto paura.
Non è nemmeno piccolo, pensò prima di provare a avvolgere con le labbra il glande e roteare la punta della lingua sul sua prepuzio.
Guardò in alto e realizzò che Harry non solo lo stava guardando, ma che lo stava mangiando con gli occhi: lo voleva davvero.
Draco non sarebbe stato solo una botta e via per curiosità creata da una così detta app.
Harry provava qualcosa per lui.
Merlino, pensò mentre lasciava che una mano scivolasse tra le sue natiche, doveva dargli tutto ciò che poteva.
Non era mai stato attratto dal suo ano durante la masturbazione, ma quando il primo dito attraversò l’anello di carne, Draco si ritrovò a fare i conti con una bramosia che non lo aveva mai colto.
Succhiò il suo sesso, mentre si beava del desiderio dei suoi occhi e assecondava quello del suo ano che aveva scoperto essere più avido di quanto avesse mai creduto.
Quando sentì il seme caldo di Harry scivolargli sulla lingua, non ci fece nemmeno caso, troppo preso dall’orgasmo che si propagandò dentro di lui.
Abbandonò l’ano per toccarsi e finire di venire, ma sentiva di voler essere ancora penetrato e, al contempo, voleva essere toccato.
Fu un orgasmo frustrante e strano, come non ne aveva mai avuti.
Ma era venuto e aveva il sapore in bocca del suo compagno. Era tutto finito, pensò mentre si arrampicava di nuovo sul letto e tornava accanto all’altro che lo accolse con un enorme sorriso, poi si fece più vicino e gli baciò una spalla che era l’unica cosa che riusciva a raggiungere senza dover muovere troppi muscoli.
Restarono così per un po’, finché i loro corpi iniziarono ad avere freddo. Harry evocò una coperta e si fece vicino a Draco non così tanto da sembrare in cerca di coccole ma non così lontano da sembrare distaccato.
Si chiese quante volte, con l’amante di turno, avesse agito così, quanta pratica c’era voluta per trovare la giusta combinazione di atteggiamenti per essere l’equilibrio dell’amante perfetto.
Lui non aveva quell’allenamento, e una parte di lui non era del tutto soddisfatta da quell’unica volta, così attese un poco prima di provare a baciarlo ancora.
Fu come mettere le mani nella presa della corrente: e lui ne sapeva qualcosa, non avendo mai avuto a che fare con l’elettricità aveva fatto la triste scoperta della sensazione di prima mano. A differenza di quella volta, questa era come se la corrente gli scorresse addosso, risvegliando ogni suo nervo.
Harry sembrò rispecchiare il suo stato d’animo perché si fece vicino, più vicino che poté per baciarlo in modo quasi spasmodico, cercò la sua lingua, ci giocò e quando Draco dovette recuperare fiato, gli baciò il collo trovando ogni suo più piccolo angolo elettrificato.
Harry era su di lui, era caldo, era di nuovo duro e Draco adorò tutto ciò.
Gli fece spazio: voleva sentirlo completamente addosso a sé, voleva che ogni centimetro con cui poteva entrare in contatto, lo fosse.
Sentì le mani tremare nel tentativo di spingerselo addosso.
Questa volta, quando sentì qualcosa premere sul suo ano, un sospiro desideroso uscì dalla sua bocca.
Il primo dito scivolò dentro e Draco si ritrovò piacevolmente solleticato, quando sopraggiunse il secondo, non dovette sforzarsi di rilassarsi.
Era diverso da prima, ma non era più un rifiuto.
Non ci fu bisogno del terzo perché Harry era impaziente quanto lui. Quando lo sentì premere per entrare tutto ciò che riuscì a pensare era che solo così più centimetri possibili della loro pelle sarebbero stati vicini: sarebbero stati uniti…
Harry sarebbe stato suo.
Draco abbracciò l’altro che, nonostante trovasse difficoltà a muoversi come voleva, non si sottrasse al contatto. Anzi, trovò l’esatta posizione per stringerlo e a sua volta ma potersi immergere dentro di lui con frenesia.
Erano precipitati, pensò Draco, mentre il piacere montava e avanzava tra loro, erano saltati nel vuoto e stavano ancora cadendo.
Lo baciò, nella frenesia, lo sentì arrivare in punti che nessuno aveva mai toccato, si sentì parte di loro due, come unica entità.
Era questo fare l’amore con un uomo? Se era questo, allora non era male.
Non era male per niente.
Harry fece scivolare la mano tra loro e avvolse l’erezione di Draco per carezzarla energicamente.
Per un attimo, odiò quel contatto: lo avrebbe spinto a venire, e lui voleva prolungare il più possibile quella sensazione di piacere sconosciuto che lo avvolgeva.
Ma poi la voglia di venire ebbe la meglio e si lasciò andare al secondo e più potente orgasmo che gli tolse il respiro.
Harry si spinse in lui finché anche l’ultimo spasmo di piacere non si era consumato per poi scivolare via e lasciarlo.
Draco si sentiva come se fosse naufragato e avesse appena trovato terra ferma.
Questa volta Harry non ce la faceva a muoversi nemmeno per rubargli un bacio veloce, si limitò solo a cercare la sua mano, non per stringerla, solo per toccarla.
Le loro dita non erano intrecciate, erano solo nocche contro nocche, in un contatto quasi inesistente.
Ma per Draco fu tutto.
Fu in quel momento che si rese conto che Blaise aveva ragione: avrebbe dovuto rifiutarlo da subito, perché Harry voleva qualcosa di vero e lui non poteva darglielo, non come avrebbe meritato.
E ormai era troppo tardi, quello non era stato solo sesso.
Erano diventati una coppia.
Prompr: Immagini (Napoli)
Come l’ho usato: Hanno il primo vero appuntamento in un vicolo con tante bancarelle piene di libri. Harry gli regala anche un libro!
Parole: 5137
Amarsi per caso
Era una giornata gelida a Londra. Così gelida che l’erba era ghiacciata e scivolosa.
Entrando nel locale babbano in cui aveva appuntamento con Blaise Zabini, Draco Malfoy si godette qualche attimo l’aria calda che gli aggredì il viso.
Si sfregò le mani, cercando il proprio amico tra la folla. Non vedeva Zabini da tre mesi, mesi in cui l’uomo era dovuto stare dietro al suo nuovo nato, cosa che lo aveva invecchiato di dieci anni in un solo colpo.
Le nottate in bianco erano così evidenti sul suo viso che per un secondo stentò a riconoscerlo, poi si avvicinò a lui.
- Ehi. -
Blaise sorrise – Ehi a te. -
- Il piccolo Alex non ti ha fatto dormire nemmeno stanotte? - domandò sedendosi al tavolo con lui.
- Ti prego non hai una pozione da dargli? - scherzò Blaise fingendosi disperato. Forse non era poi così tanto una finta.
- Nulla di così leggero da darlo ad un neonato. - decretò Draco prendendo il menù – Mi dispiace. -
- Almeno sono riuscito ad uscire un po’. Non ce la facevo più. - mormorò afferrando anche lui la lista delle cibarie.
- Pensy come sta? -
- Meglio, dopo che è tornata dalla SPA. - mormorò l’amico – io e Alex abbiamo passato un intensa settimana insieme, così da essere libero e potermi godere questa cena. Fa’ che ne valga la pena. -
Draco si fece una piccola croce sul cuore, condita da un sorriso divertito – Farò del mio meglio. -
Fu in quel momento che accadde.
La porta trillò e Blaise alzò gli occhi solo un secondo sulla persona che aveva varcato la soglia, salvo poi tornare su di lui con una nuova e accesa curiosità.
- Non ti girare. - soffiò.
- Ovviamente questo mi spingerà a farlo. - grugnì Draco – Come pensi che io non…-
- C’è Potter e non è da solo. -
Ovviamente, questo fece girare Draco all’istante.
Non appena vide il suo vecchio arcinemico sulla soglia del locale con il suo accompagnatore Draco si riscoprì interessato.
- Pensi che quello sia…-
- Una sua conquista? Probabile. Ho sentito che cambia ragazzo ogni sera. -
Draco studiò i due nuovi entrati con la stessa curiosità con cui guarderebbe un film babbano per la prima volta; così incuriosito da nemmeno addentare i popcorn gentilmente regalati dal suo amico.
Non si preoccupava nemmeno che lo scoprissero, era ovvio che quello fosse lo spettacolo della serata.
- Tu lo trovi carino? - sentì la voce di Blaise raggiungerlo – Non mi pare granché. -
- Mah, Potter ha sempre avuto gusti discutibili, te la ricordi la Chang? -
- E La Weasley? -
Ridacchiarono divertiti, tornando alla loro cena.
Ma pur continuando a parlare con il suo amico di sempre, parte dell’attenzione del biondino era rivolta alla sceneggiata che si stava consumando a tre tavoli di distanza.
Da quello che aveva potuto capire ascoltando di quanto in quanto e lanciando occhiate furtive, l’appuntamento era un disastro. Non era solo lui a pensarlo, era una cosa che chiunque avrebbe potuto dire guardandoli. Il ragazzo con cui era uscito non aveva smesso un secondo di parlare, mentre il salvatore si limitava ad annuire e giocare col cibo con un’espressione seccata e un po’ assente.
Era vero che il ragazzo non fosse nemmeno granché, pensò Draco mentre beveva un sorso di vino, era davvero quello il tipo che piaceva all’uomo che avrebbe potuto avere letteralmente chiunque?
- Lo stai fissando di nuovo. - la voce di Zabini lo riportò alla realtà.
Era vero. Era più forte di lui.
- Vorresti dire che c’è qualcosa di più interessante da fissare? - replicò Draco divertito.
- … la persona con cui sei uscito, magari? - replicò Blaise ma più per partito preso dal momento che i suoi occhi, come anche quelli di tutta la sala, erano puntati sul bel moretto alle prese con un appuntamento che si stava trasformando in qualcosa di veramente patetico.
Ora, non solo il ragazzo era convinto che l’appuntamento fosse andato alla grande, ma stava cercando di fare piedino al povero malcapitato che si sottraeva cercando di non essere scortese.
- Povero Potter. - mormorò Blaise suo malgrado divertito – Dici che dovremmo aiutarlo? -
Draco lanciò un’occhiata veloce al tavolo. Questa volta il ragazzo stava tentando di prendere la mano di Harry che invece si liberava gentilmente dalle sue avance ma non abbastanza in modo deciso da lasciarlo desistere.
Era uno spettacolo ridicolo. Salvarlo, non sembrava poi una cattiva idea.
Ma come?
Sorrise e finì di bere l’ultimo sorso di vino – Augurami buona fortuna. - disse.
Prima che Blaise potesse domandargli cosa intendesse, si alzò e raggiunse il tavolo dei due sfortunati pseudo amanti, guardò Harry ed esclamò ad alta voce.
- Non ci posso credere, è con lui che mi tradisci?! -
Tutti si girarono a guardarli, il ragazzo guardò Draco confuso.
Harry Potter per un secondo fece una faccia stupida come a chiedersi di cosa diavolo stesse parlando. Draco rincarò indicò il suo appuntamento – Tradisci ME con LUI? Questo è un vero oltraggio! Non ti azzardare a tornare a casa stasera! -
Lanciò un’occhiata esasperata al moretto per fargli cogliere l’occasione perché quella sera sembrava particolarmente lento a cogliere gli indizi, poi la lucidità si fece strada nel suo sguardo.
- Posso spiegare! - si alzò e prese le braccia di Draco come ad impedirgli di scappare – Non è come pensi lui… lui è solo un amico! -
- Un amico?! - gracchiò il ragazzo, offeso.
Harry alzò gli occhi al cielo – Non significa niente. Io amo solo te, lui è solo… un errore! - rincarò.
Il ragazzo prese il fazzoletto solo per buttarlo nel piatto con aria drammatica – Questo è troppo! - sbottò – Non sono mai stato così umiliato in vita mia! Addio! -
Prima che i due potessero aggiungere altro della loro sceneggiata, il ragazzo corse via.
I due attorno fissarono la porta dove era svanito con un’espressione trionfante, poi Draco scivolò via dalla presa di Harry con nonchalance.
- Beh… grazie Malfoy. - mormorò – mi hai salvato la vita. -
- Beh se non la vita, perlomeno la tua virtù. Sei così gentile che ti saresti fatto quello piuttosto che dirgli che non era il tuo tipo, o sbaglio? -
Harry arrossì – L’avrei rifiutato… alla prima occasione. -
- Spero che la prima occasione fosse prima di mettere su casa e famiglia. - lo prese in giro - poi Draco indicò il tavolo dove un divertito Blaise lo salutava.
- Devi avere una fame da lupi, ti unisci a noi? -
Non si aspettava davvero che il salvatore del mondo accettasse, ma lì per lì aveva solo pensato che non aveva mangiato nulla nell’ora buona che era rimasto seduto ad ascoltare la persona con cui aveva avuto la brillante idea di uscire.
Stava già per ribattere un saluto di circostanza quando, come se nulla fosse, Harry esclamò - Posso? -
Draco lo guardò qualche attimo, poi scrollò le spalle e si avviò fino al tavolo. Rubò una sedia da un tavolo vicino e la preparò. Poi si sedette come se tutta la parentesi di poco prima non fosse esistita, come se la conversazione con Blaise non fosse rimasta a metà e la cena non si fosse freddata.
Harry si sedette poco dopo, insolitamente incuriosito dalla situazione.
Blaise gli versò un bicchiere di vino e gli sorrise – Sul serio Potter. Hai dei gusti pessimi. - esordì e, probabilmente, concordò tutta la sala.
Prima di rendersene conto i tre stavano parlando e divertendosi insieme.
- No, per davvero. - insistette Blaise - Perché sei uscito con quello lì? -
Harry scrollò le spalle – App di incontri. -
- App? - rimbeccò Draco – Cos’è? -
Harry meditò, cercando le parole – E’ un modo babbano per incontrare gente, vedi la loro foto e, se ti piacciono, si organizza un appuntamento. -
Blaise lanciò un’occhiata a Draco – Perdona la domanda, ma perché usi questa “app” quando potresti decidere chiunque tra la folla indicarlo e si inginocchierebbe a succhiarti il cazzo in un istante? -
Draco rise e bevve un sorso di vino – Ottima osservazione. -
- Non posso avere chiunque. - replicò Harry sulla difensiva e a Draco parve che gli lanciasse un’occhiata veloce – E’ che…- esitò, l’aria divenne improvvisamente seria – Nel mondo magico mi vedono tutti come un eroe e non vedrebbero mai me davvero, io non gli piacerei in quanto me, capite? -
I due si lanciarono un’occhiata complice.
- Nel mondo babbano nessuno mi conosce. - continuò ancora Harry – Se mi scelgono è perché gli piaccio. Però, ovviamente, non vuol dire che riesco sempre a trovare qualcuno che mi piaccia davvero, ma almeno sono sicuro che non siano influenzati dalla mia fama. -
- Ma non ha senso. - replicò Blaise, un’espressione esageratamente esasperata sulla faccia per rendere la sua obiezione divertita – Stai veramente rifiutando l’idea di farti qualsiasi cosa che respiri semplicemente perché puoi?! -
- Parla quello che si è sposato. - ribatté Draco divertito.
- Proprio perché mi sono sposato e dovrò fare sesso con mia moglie per il resto della mia vita che non capisco perché non ne approfitti alla grande. - replicò Blaise annuendo solennemente – Non stai cercando nemmeno l’uomo della tua vita, si tratta di sesso, non dovresti essere così schizzinoso. -
Harry sorrise divertito – Lo so, ma è più forte di me. -
Draco finì di versare la bottiglia di vino a tutti e tre e poi alzò il calice – Alla morale di Potter. -
Tutte e tre alzarono i calici divertiti.
Prima di rendersene conto, la serata era finita e Harry pagò il conto per tutti per sdebitarsi.
Blaise si dileguò per tornare dalla sua famiglia, così Harry e Draco rimasero soli, fuori dal locale. Harry fece un mezzo sorriso al serpeverde.
- E’ stato bello. - mormorò – Grazie ancora per avermi salvato. -
- Ti ho fatto un favore enorme, effettivamente. - ridacchiò Draco divertito poi lanciò un’occhiata verso la fine della strada dove un angolo buio sembrava perfetto per smaterializzarsi.
- Magari posso trovare un altro modo per sdebitarmi. - proruppe la voce di Harry all’improvviso – Magari posso pagarti la cena anche la prossima volta. -
Draco si girò a guardarlo e soppesò la proposta. Avrebbe dovuto salutarlo e andare via, eppure per qualche strana ragione restò lì.
Sentì le labbra muoversi prima ancora di concepire di star per parlare – Domani? -
Una luce nelle profondità dello sguardo di Harry brillò vivida, una piccola vittoria come quella di un pescatore che aveva appena visto la lenza tirare.
- Domani. - ripeté e poi girò e tacchi e andò via, svanendo prima ancora che Draco potesse pentirsi.
**
L’indomani Draco aveva ricevuto un messaggio con un posto e un orario.
Mentre faceva colazione, rigirava il biglietto tra le mani meditabondo.
Harry Potter, pensò, e non pensò altro perché quelle due uniche parole parlavano da sé; tutta la loro storia, tutto il loro passato insieme era un susseguirsi di continui errori, dolori e recriminazioni.
E ora erano pronti ad uscire come due amici… o no?
Sviò i pensieri e decise che pensare male di qualcuno solo perché era attratto dallo stesso sesso era stupido e immaturo.
Così, mise il biglietto in tasca e andò a lavorare.
Il tempo passò veloce, prima di rendersene conto aveva alzato gli occhi e l’orologio lo aveva guardato in cagnesco. Letteralmente.
- Sì, ho capito. - mormorò all’apparecchio che si rilassò solo dopo che il padrone chiuse i fascicoli nel cassetto pronto a prepararsi per uscire.
Tirò il bigliettino dell’appuntamento fuori dalla tasca e ripassò ancora nella testa le indicazioni. Lo fece più volte, come se potesse perdersi una sillaba per strada ad ogni lettura e finire per andare chissà dove.
Si guardò allo specchio e tentò di scacciare la fastidiosa sensazione di non essere pronto, di non essersi cambiato, lavato, sistemato…imbellettato.
Non è un appuntamento romantico, si ripeté, erano solo due persone che riallacciavano i rapporti.
Quel incontro non era nulla di più e nulla di meno di una burrobirra con i colleghi di lavoro.
Ma non riuscì a scacciare quella sensazione, restò come un tarlo nella sua testa per tutto il tragitto. Divenne così insistente che si fermò in bagno in ufficio per tirare fuori dalla sua borsa magica qualche pozione per dare almeno l’idea di esser sistemato.
Solo una volta che i suoi capelli erano tornati lucidi e tonici, le occhiaie ridotte e i vestiti tornati stirati perfettamente, Draco si recò all’appuntamento.
Harry era già lì, in maglione a collo alto, e una giacca marrone che su chiunque altro sarebbe stata un crimine alla moda ma su di lui tutto sommato non era male.
Quando i loro occhi si incrociarono, Draco pensò che avrebbe dovuto sistemarsi meglio.
Se c’era una cosa che odiava era quell’agitazione. La sera prima tutto era stato così spontaneo e semplice che ora sentirsi nervosi per vedere un amico gli sembrava sbagliato.
- Ehi. Sei venuto. - esultò Harry.
- Non ci credevi? -
- Ron mi deve dei soldi ora. -
- Avevate scommesso? -
Harry rise e gli fece cenno di entrare. Il locale dove l’aveva portato non era male, tutto era decorato con legno scuro e nodoso, le panche erano imbottite, il tavolo recava segni di tagli e scritte incise che guastavano un po’ l’insieme ma nulla di drammatico.
- Questo posto è…- cercò una parola che non sembrasse offensiva.
Harry scrollò le spalle – Avrei dovuto portarti in un ristorante come quello di ieri, ma ci siamo già stati e ho pensato di cambiare. In più, qui si mangia divinamente.–
Draco scrollò le spalle e prese il menù – Cosa offre la casa? -
Harry consigliò un paio di piatti spiegandogli più o meno cosa c’era dentro.
Dopo aver ordinato, aspettarono il disagio in silenzio per qualche attimo.
Poi Harry sorrise e fece – Beh, è strano. -
- Non ci siamo mai parlati molto, è ovvio che sia strano. -
Gli occhi di Harry lo incatenarono – No… è strano che non mi sembri strano. - mormorò- Cioè certo, è strano, ma non come dovrebbe esserlo…- insistette, poi si morse un labbro – lascia perdere. –
- Penso di capire, invece. - intervenne allora Draco. Era vero. Era la stessa sensazione di stranezza che aveva provato la sera prima: mai stati amici, che parlavano come se lo fossero da una vita.
- Vediamo…- esordì Potter -ho fatto pratica con tanti disastrosi appuntamenti quindi so esattamente le domande da fare per non languir nella conversazione. Prima regola, informazioni di base: cosa fai nella vita? -
- Lo sai cosa faccio. - replicò Draco.
- Fa finta che non lo sappia, dimmi esattamente di cosa ti occupi. Prometto che fingerò di sorprendermi. - rise Harry.
Draco s’umettò le labbra tentando inutilmente di non sorridere – Sono un funambolo vagabondo con lo scopo nella vita di posizionare due scope che reggono una corda su Buckingham Palace e camminarci sopra. -
Non se lo aspettava, lo lesse nel suo sguardo, prima che scoppiasse a ridere.
- Fantastico. - esclamò dopo aver recuperato un po’ di fiato – come pensi di attuare questo piano? -
- Con due scope e una corda. - insistette Draco – Semplice. -
- Semplicissimo. -
Da lì a mettersi a tavolino per programmare come farlo, fu un attimo. Ad un certo punto la conversazione iniziò perfino a diventare seria, meditarono sul quando era meglio farlo, se usare o meno incantesimi di protezioni e perfino di controllare il clima per evitare vento.
Lavoro immaginario, piano immaginario… vera gradevole serata.
Harry indicò un punto sul foglio, uno sgorbio antropomorfo che sarebbe dovuto essere uno spettatore perplesso e Draco si ritrovò senza rendersene conto a sfiorare la sua mano. Un brivido lo attraversò e non volle svanire nemmeno quando gli occhi di Harry si alzarono e si incatenarono ai suoi.
D’un tratto, l’atmosfera era cambiata. Riusciva a sentire la tensione che si era condensata attorno a loro, come se fossero avvolti da una pesante coperta di ansia e aspettativa.
Harry ritrasse la mano con nonchalance ma non con la ritrosia che gli aveva visto usare al suo disastroso appuntamento della notte prima. La serata proseguì, senza particolari momenti intimi, ma quel tocco aveva cambiato le cose, Draco lo avvertiva sulla pelle.
Pagarono il conto, uscirono al gelo della Londra invernale e si guardarono.
Draco si chiese se, in un vero appuntamento, quello sarebbe stato il momento del bacio. Suo malgrado, si preparò psicologicamente, perfino chiedendosi se si ricordava come si faceva dal momento che era passato molto tempo dall’ultima volta.
Harry lasciò scivolare gli occhi sul suo viso, ma solo per un breve istante, poi li abbassò e sorrise, con una nota di tristezza – Sono stato bene. - disse.
- Anche io. -
- Allora… -
Draco sentì la necessità di fare qualcosa, qualsiasi cosa. Pensò velocemente ai suoi impegni per la settimana dopo, ma non gli veniva in mente nulla.
- Ti va di rivederci martedì prossimo? – disse. Se avesse avuto un appuntamento altro quella sera era molto propenso a disdirlo senza ripensamenti.
Harry lo soppesò, in silenzio, poi si girò verso di lui e gli prese il viso tra le mani.
Due attimi dopo aveva premuto le labbra sulle sue e Draco ci mise qualche attimo a recepire di essere baciato. Ebbe appena il tempo di capirlo che Harry si allontanò e si chiese – Vale ancora l’invito? -
Beh, non era del tutto inaspettato. Allora perché si sentiva come se fosse stato un treno a prenderlo in pieno?
- Certo. - disse Draco – Martedì. -
Harry fece un largo sorriso, prima di salutarlo e allontanarsi per smaterializzarsi.
**
Si era precipitato nel salotto di Blaise due minuti dopo, e aveva iniziato a raccontagli tutto mentre faceva su e giù per la stanza, mentre lui tentava di dirgli di non fare rumore che il piccolo dormiva.
- Quindi… sei uscito con Potter. E allora? - replicò l’amico con poco entusiasmo.
Draco tergiversò prima di aggiungere – Mi ha baciato. -
Vide lo sguardo dell’amico diventare di pietra nel tentativo di non trasmettere emozioni diverse dall’interesse - … ti ha baciato. - gli fece eco.
- E martedì usciamo di nuovo insieme. - finì in ultimo Draco.
Attese la sua reazione, che fu di un assoluto e totale silenzio mentre amalgamava le informazioni. Poi Blaise si massaggiò le tempie – Disdici. - gli ordinò.
- Cosa? Perché dovrei? -
- Ah, non saprei, un motivo a caso? Forse perché sei etero? -
Draco subì il contraccolpo, strinse le labbra – Non mi pare un motivo valido. -
- Sì, se lui ci sta provando con te! - replicò Blaise esasperato – Smettila di alimentare le sue speranze. -
Il biondino sentì lo stomaco contrarsi – Ma…-
- Nessun “ma”. San Potter e la sua morale sono stati chiari: vuole qualcosa di vero e tu lo sai. -
Draco provò a dire qualcosa e Blaise lo ammonì con lo sguardo una, due, tre volte. Così mise il broncio.
- Ho capito. - si arrese.
- Bravo bambino. -
- Gli spezzerò il cuore. -
- Meglio ora che quando avrà perso la testa per te. -
Draco si alzò e Blaise lo accompagnò al camino. Dentro la brace, l’amico lo guardò con sospetto.
- Sono serio, D. Non lasciarti coinvolgere. - provò un’ultima volta.
L’altro annuì prima di andare via.
**
Okay, questo non era nei piani, pensò mentre varcava l’uscio della casa del Grifondoro, era semplicemente capitato.
Erano stati in un bellissimo vicolo dove c’erano stati ambulanti e bancarelle pieni di libri babbani. Era stato bellissimo, ed era stato molto intimo.
Non era un pretenzioso ristorante ma avevano preso una crepe al volo e avevano passeggiato.
Harry gli aveva regato perfino uno dei libri, era in Italiano, una lingua che aveva sempre segretamente voluto studiare.
Del resto, molti maghi potenti erano di stirpe italiana. Leonardo da Vinci, per esempio.
E poi era arrivata la fatidica domanda “vieni da me?” ed era lì che la situazione era precipitata.
Aveva avuto tutte le intenzioni di dire la verità a Harry, minuto dopo minuto aspettava il momento giusto, ma ben presto se ne era dimenticato, preso da altre conversazioni e dal quel misto di felicità e familiarità che provava quando era con lui.
Era stato così bene che quando Harry gli aveva chiesto come se nulla fosse se voleva andare a casa sua, Draco aveva risposto di sì. Non ci aveva nemmeno pensato su.
E sapeva benissimo cosa significava.
Harry stava parlando di qualcosa, non sapeva bene di cosa perché aveva smesso di ascoltarlo. Tanto valeva baciarlo.
Questo bacio, rispetto al primo, fu diverso: si presero il tempo per assaporarlo, Draco fece d’istinto il paragone su quanto fosse diverso dal baciare una donna; era meno delicato, decisamente.
Ma la sensazione di vuoto allo stomaco, era la stessa.
Quando si separarono e si rispecchiò negli occhi dell’altro, non riuscì a ricordare perché avrebbe dovuto dirgli qualcosa.
Solo una volta, pensò, poteva provare ad andare con un uomo.
Harry non era uno che perdeva tempo, pensò, dopo che quel bacio aveva dato il via a una serie di avvenimenti che lo avevano portato a rimanesse in mutande disteso sul letto dell’altro. I baci si erano spostati dalla bocca al resto del corpo.
A Harry piacevano i preliminari, pensò distrattamente, come memorizzò altre piccole cose: gli piaceva dare piccoli morsi, esplorare il corpo del suo amante, gli piaceva vezzeggiarlo, stuzzicarlo carezzando la peluria prima di prenderlo finalmente tra le mani.
L’intera situazione era già abbastanza eccitante che per farselo venire duro non servì immaginare altro; Harry Potter che lo toccava glielo aveva fatto già diventare di pietra, ma Harry Potter che glielo leccava, era un altro paio di maniche.
Quando sentì la lingua calda scorrere lungo la sua erezione, gli mancò il respiro, quando lo vide ingoiarlo, rischiò di venire.
Poi sentì qualcosa di caldo sul suo ano e l’intero corpo si irrigidì, fu come una doccia ghiacciata.
Spalancò gli occhi al soffitto e sentì i campanelli d’allarme risuonare in tutto il corpo, cercò di non pensarci, di concentrarsi su altro, ma Harry si era accorto che qualcosa era cambiato.
Risalì il suo corpo per poterlo guardare negli occhi e Draco gli restituì un espressione colpevole.
- Non hai mai…? -
- No. -
Harry gli sorrise, in modo rassicurante – Vuoi che mi fermi? - domandò.
La sua erezione rispose per lui, con una fitta poco difficile da capire – No. - soffiò, frustrato.
Ancora una volta, Harry sorrise e gli baciò il petto con una serie di baci dolci e umidi che ebbero un effetto calmante – Vuoi venirmi in bocca? - propose allora.
Se avesse continuato a dire quelle cose, Draco era quasi sicuro che sarebbe venuto senza niente di niente.
Affondò una mano nei suoi capelli per tirarselo sul viso e rubargli un bacio lento e appassionato, un po’ per guadagnare tempo, un po’ perché baciarlo non gli dispiaceva e in quel momento sentiva il bisogno di trovare un contatto con lui che lo riportasse in vena.
Era così preso dal bacio, che si accorse solo in un secondo momento dell’erezione di Harry sulla sua coscia, e quando la guardò in basso, la pensò dentro di lui.
- Posso stare sotto io. - disse il padrone di casa credendo di seguire il filone dei suoi pensieri. Ma Draco stava pensando solo che Harry Potter voleva entrargli dentro, e quindi era quello che sarebbe accaduto. Che poteva farcela.
Così lo guardò e gli fece un’unica domanda – Vuoi fottermi, Potter? -
Gli bastò guardarlo negli occhi per riuscire a vedere quanto lo volesse, nonostante la gentilezza e gli accomodamenti, quello che Harry davvero voleva era affondare in lui. Quindi, era quello che sarebbe successo.
Draco tirò le labbra in un sorriso più mordace che riuscisse a fare – E allora, fallo. -
**
Da qualche parte nella sua testa ricordò la frase: il punto G di un uomo era nel suo ano. Eppure, non aveva mai provato a farci nulla, nemmeno quando sperimentava da ragazzino.
Nonostante il gel, il primo dito di Harry trovò molta resistenza, Draco si impegnò a rilassarsi, ma l’ansia era più forte di lui, era così densa che quando Harry passò la lingua umida e calda dalla base alla punta della sua erezione, probabilmente per distrarlo, Draco sobbalzò.
Eppure, quando Harry uscì da lui, si sentì sopraffatto da un vuoto nello stomaco.
- Non dobbiamo per forza. - disse con voce gentile, anche se poteva dire dalla tensione del suo corpo quanto fosse frustrato.
Draco abbandonò la testa sul cuscino, più disperato che mai. Poi si mise seduto e rovesciò le posizioni. L’altro lo fissò con confusione.
- Se non puoi scoparmi, posso sempre succhiartelo. - tagliò corto Draco, prima di spingerlo disteso e iniziare a scendere lungo il corpo.
Non l’aveva mai fatto, ma decise che non rifletterci tanto, fosse la soluzione a tutta quella frustrante situazione.
Harry afferrò i suoi capelli, nel vano tentativo di fermarlo, ma quando la lingua si posò sulla pelle tesa, lo sentì gemere frustrato.
Il sesso di Harry era caldo, fremeva nelle sue mani, scivolava nella sua bocca con facilità. Ora che stava assaporando e toccando e leccando da sé, d’un tratto non sembrava fare tanto paura.
Non è nemmeno piccolo, pensò prima di provare a avvolgere con le labbra il glande e roteare la punta della lingua sul sua prepuzio.
Guardò in alto e realizzò che Harry non solo lo stava guardando, ma che lo stava mangiando con gli occhi: lo voleva davvero.
Draco non sarebbe stato solo una botta e via per curiosità creata da una così detta app.
Harry provava qualcosa per lui.
Merlino, pensò mentre lasciava che una mano scivolasse tra le sue natiche, doveva dargli tutto ciò che poteva.
Non era mai stato attratto dal suo ano durante la masturbazione, ma quando il primo dito attraversò l’anello di carne, Draco si ritrovò a fare i conti con una bramosia che non lo aveva mai colto.
Succhiò il suo sesso, mentre si beava del desiderio dei suoi occhi e assecondava quello del suo ano che aveva scoperto essere più avido di quanto avesse mai creduto.
Quando sentì il seme caldo di Harry scivolargli sulla lingua, non ci fece nemmeno caso, troppo preso dall’orgasmo che si propagandò dentro di lui.
Abbandonò l’ano per toccarsi e finire di venire, ma sentiva di voler essere ancora penetrato e, al contempo, voleva essere toccato.
Fu un orgasmo frustrante e strano, come non ne aveva mai avuti.
Ma era venuto e aveva il sapore in bocca del suo compagno. Era tutto finito, pensò mentre si arrampicava di nuovo sul letto e tornava accanto all’altro che lo accolse con un enorme sorriso, poi si fece più vicino e gli baciò una spalla che era l’unica cosa che riusciva a raggiungere senza dover muovere troppi muscoli.
Restarono così per un po’, finché i loro corpi iniziarono ad avere freddo. Harry evocò una coperta e si fece vicino a Draco non così tanto da sembrare in cerca di coccole ma non così lontano da sembrare distaccato.
Si chiese quante volte, con l’amante di turno, avesse agito così, quanta pratica c’era voluta per trovare la giusta combinazione di atteggiamenti per essere l’equilibrio dell’amante perfetto.
Lui non aveva quell’allenamento, e una parte di lui non era del tutto soddisfatta da quell’unica volta, così attese un poco prima di provare a baciarlo ancora.
Fu come mettere le mani nella presa della corrente: e lui ne sapeva qualcosa, non avendo mai avuto a che fare con l’elettricità aveva fatto la triste scoperta della sensazione di prima mano. A differenza di quella volta, questa era come se la corrente gli scorresse addosso, risvegliando ogni suo nervo.
Harry sembrò rispecchiare il suo stato d’animo perché si fece vicino, più vicino che poté per baciarlo in modo quasi spasmodico, cercò la sua lingua, ci giocò e quando Draco dovette recuperare fiato, gli baciò il collo trovando ogni suo più piccolo angolo elettrificato.
Harry era su di lui, era caldo, era di nuovo duro e Draco adorò tutto ciò.
Gli fece spazio: voleva sentirlo completamente addosso a sé, voleva che ogni centimetro con cui poteva entrare in contatto, lo fosse.
Sentì le mani tremare nel tentativo di spingerselo addosso.
Questa volta, quando sentì qualcosa premere sul suo ano, un sospiro desideroso uscì dalla sua bocca.
Il primo dito scivolò dentro e Draco si ritrovò piacevolmente solleticato, quando sopraggiunse il secondo, non dovette sforzarsi di rilassarsi.
Era diverso da prima, ma non era più un rifiuto.
Non ci fu bisogno del terzo perché Harry era impaziente quanto lui. Quando lo sentì premere per entrare tutto ciò che riuscì a pensare era che solo così più centimetri possibili della loro pelle sarebbero stati vicini: sarebbero stati uniti…
Harry sarebbe stato suo.
Draco abbracciò l’altro che, nonostante trovasse difficoltà a muoversi come voleva, non si sottrasse al contatto. Anzi, trovò l’esatta posizione per stringerlo e a sua volta ma potersi immergere dentro di lui con frenesia.
Erano precipitati, pensò Draco, mentre il piacere montava e avanzava tra loro, erano saltati nel vuoto e stavano ancora cadendo.
Lo baciò, nella frenesia, lo sentì arrivare in punti che nessuno aveva mai toccato, si sentì parte di loro due, come unica entità.
Era questo fare l’amore con un uomo? Se era questo, allora non era male.
Non era male per niente.
Harry fece scivolare la mano tra loro e avvolse l’erezione di Draco per carezzarla energicamente.
Per un attimo, odiò quel contatto: lo avrebbe spinto a venire, e lui voleva prolungare il più possibile quella sensazione di piacere sconosciuto che lo avvolgeva.
Ma poi la voglia di venire ebbe la meglio e si lasciò andare al secondo e più potente orgasmo che gli tolse il respiro.
Harry si spinse in lui finché anche l’ultimo spasmo di piacere non si era consumato per poi scivolare via e lasciarlo.
Draco si sentiva come se fosse naufragato e avesse appena trovato terra ferma.
Questa volta Harry non ce la faceva a muoversi nemmeno per rubargli un bacio veloce, si limitò solo a cercare la sua mano, non per stringerla, solo per toccarla.
Le loro dita non erano intrecciate, erano solo nocche contro nocche, in un contatto quasi inesistente.
Ma per Draco fu tutto.
Fu in quel momento che si rese conto che Blaise aveva ragione: avrebbe dovuto rifiutarlo da subito, perché Harry voleva qualcosa di vero e lui non poteva darglielo, non come avrebbe meritato.
E ormai era troppo tardi, quello non era stato solo sesso.
Erano diventati una coppia.