- Sta dormendo? –
- Sì. –
Harry allora gli allungò un bicchiere di vino e sogghignò – Siamo un ottima squadra. –
Era vero. Avevano fatto addormentare quel bambino in un attimo.
Fino a una settimana prima Draco Malfoy non si sarebbe mai nemmeno immaginato che si sarebbe trovato a casa di Harry Potter dopo aver fatto da babysitter improvvisato al suo figlioccio.
Si erano incontrati nel nottetempo per caso, essendo cresciuti insieme, nonostante i loro problemi, avevano inziiato a parlare e Draco era rimasto sorpreso di vedere il goldn boy tenere tra le braccia un adorabile pargoletto.
Ancora di più, vederlo tenere la mano verso di suoi capelli e poi vedere i suoi diventare di un biondo uguale al suo.
- Ora che ci penso, in qualche modo lui è tuo parente.- sorrise Harry divertito – Teddy, lui è tuo… cugino? Zio? Il tuo albero genealogico mi ha sempre confuso.-
Draco alzò gli occhi al cielo e scoppiò a ridere, poi passò una mano sui capelli biondi del bimbo per tirarli all’indietro e soppesare la somiglianza – Sì, decisamente. – confermò – Dai, dammelo. Ora è mio! –
Harry glielo mise perfino in braccio e giocarono tutti e tre insieme per tutto il tragitto. Draco fece finta perfino di perdere la sua, tanto si stava divertendo.
Quel giorno, Harry lo aveva invitato a pranzo e da allora, non c’era giorno che non si vedessero.
Non sapeva dire con certezza come ci si era ritrovato in quella situazione, era come se un po’ l’avessero rapito, ma quando quel bimbo sorrideva ogni volta che lo vedeva, si sentiva come parte di un qualcosa più grande di lui.
Harry e lui parlavano molto quando dormiva, avevano ripercorso i loro ricordi, li avevano metabolizzati, si erano chiariti su cosa di cui non avevano mai sospettato di doversi chiarire.
- Nessuno accetta che voglio prendermi cura di lui.- gli aveva detto Harry – E un po’ non so se lo sto facendo perché voglio o perché sento di doverlo fare. –
- Deve essere difficile. –
Harry bevve il suo unico sorso di vino. A lui glielo versava sempre Harry era abbastanza responsabile da concedersene solo un unico sorso.
Anche se Teddy non era davvero suo figlio, era comuque suo padre.
- suo nonna non ha l’età per prendersene cura. – insistette – Non potevo permettere che finisse chissà dove. –
- Per quel che ho visto, sei un ottimo padre. –
Harry gli sorrise a metà, mentre allontanava il bicchiere di vino. Qualcosa nei suoi occhi ora era lontana. Draco avrebbe dovuto sentirsi come in intruso in quella casa, nei suoi pensieri, ma non esitò nemmeno un secondo a domandare – vuoi che mi occupi di lui, mentre fai una dormita? –
Harry scosse la testa – Ti soprenderà, ma ti invito perché mi diverte stare con te, non per importi Teddy. – gli versò un altro po’ di vino.
- Lo vedo, cerchi di ubriacarmi. –
- Ne ho una cantina piena e non posso berlo. - confermò Harry – Sei forse l’unico che conosco con un palato adatto a gustarlo. –
- probabilmente è così. – confermò.
Risero e tornarono a chiacchierare. Teddy si svegliò e lo curarono.
DRaco fu invitato a pranzi e cene, con o senza i Weasley.
Una parte di lui si chiedeva se Harry ormai lo pensava suo amico. Certo capitava che per qualche giorno non riuscissero a organizzarsi, ma appena avevano un minuto libero, entrambi si cercavano.
Un giorno Teddy afferrò la sua mano e lo tirò verso Harry per afferrare la sua. Sorrise, come se avesse fatto un impresa eroica.
Tenere le mani delle due persone che più adorava al mondo.
Draco si sentì in colpa a sentire il proprio cuore battere in quel momento. Anche se probabilmente quel bimbo faceva parte del suo complicato albero genealogico, non ne era davvero un familiare e forse, nemmeno un amico di famiglia.
- Provo a farlo addormentare. – soffiò Harry prendendolo in braccio.
Svanì nell’altra stanza e Draco aspettò paziente il suo ritorno. Dopo mezzora il pensiero che probabilmente si era addormentato anche Harry lo coprisse con un sorriso.
Doveva essere così stancante fare il papà.
Si affacciò solo per esserne sicuro e trovò Harry steso sul divano, il bombo sul grembo che lo usava come cuscino.
Entrambi, erano nel mondo dei sogni.
Evocò una coperta e li coprì entrambi dolcemente.
Taddy aprì gli occhi e fece per muoversi, ma Draco lo prese dolcemente e sperò di non svegliare Harry. Pian piano, tenendolo tra le braccia lo portò in cucina, dove gli preparò il biberon e gli detta da mangiare.
Fu strano essere in qualla casa fino a due sttimane prima totalmente sconosciuta, con una persona che non aveva mai davvero frequentato pur conosendola da anni, con un bambino che adorava tra le braccia.
- Sono proprio nei guai, Teddy. – sussurrò – Mi sto innamorando di voi e non posso pemettermelo.- dette un piccolo bacio sulla fronte – Dovevi proprio essere così adorabile? –
Draco aveva cercato di prendere le distanze gradualmente.
Doveva proteggere non solo il suo cuore ma anche quello dei piccolino e l’unico modo che aveva era rendere il distacco graduale.
Lo doveva a Harry, la cui lontananza ormai gli spezzava il cuore, ma era un padre e sapeva che dovevano esserci dei limiti alla sua presenza.
Non che li sopportasse.
A provarci ci provò davvero. Si imponeva di non contattarli tutti i giorni, di rendere più sporadiche le visite, ma quando divenne ovvio che la mancanza di loro due lo schiacciava fino a togliergli il respiro, decise di assecondarla.
Si presentò da loro con le ciambelle e il caffè e una scusa masticata.
Harry avsva alzato il sopracciglio e lo aveva fatto entrare, per poi tornare in cucina dove un bimbo pretendeva la sua pappa con rabbia.
Si illuminò, non appena lo vide, letteralmente si tinse di luce.
- Sono felice anche io di vederti, teddy.- replicò Draco con una carezza.
- Iniiavo a pensare di aver solo sognato la nostra amicizia. – replicò Harry con un finto sorriso per poterlo sgridare senza che il bimbo notasse la tesione – O forse non mi sbagliavo? –
Draco strinse le labbra, poggiò il caffè e la ciambelle e soffiò – ti devo una spiegazione. –
Harry finì di dare da mangiare al bimbo e gli accese l’apparecchio strano con dentro immagini e suoni. Tb o qualcosa di simile. Quella scatola attirava Teddy un orsetto al miele, si divertiva troppo a cambiare a seconda del programma che vedeva.
Harry fece cenno a draco si seguirlo e una volta nell’altra stanza, iniziò a peigade dei panni messi alla rinfusa sul divano.
- Mi dispiace. – soffiò Draco, mesto.
- Non devi frequentarci se non vuoi, Draco. – recplicò – Francamente sono sorpeso che tu sia durato tanto. Sono stato sciocco a credere che ci fosse dell’amicizia tra noi, evidentemente. Forse è colpa mia, alla fine. Forse… - la sua voce sfumò.
Draco strinse le labbra – Posso spiegarti, davvero.- insistette.
- Non mi serve. – replicò Harry – sono stanco, draco. Mi prendo cura di un bambino, non voglio stare a sentire cazzate. Se non ci vuoi nella tua vita, non servono scuse.-
- Ma io vi voglio nella mia vita!- quasi urlò Draco.
Harry strinse le labbra, abbassò le braccia e alzò gli occhi su di lui – Ascolta, non ho davvero tempo per questo.- scrollò le spalle – Ci eravamo avvicinati, poi ti sei allontanto. Ha senso del resto, chi vorrebbe essere amico di uno che fa il padre a tempo pieno? – quasi rise – non devi sentirti in colpa per questo. Davvero. – lanciò un’occhiata verso la cucina dove Teddy guardava una bimba tormentare un orso e i suoi capelli divennero di un rosa acceso – Non so nemmeno perché sono tanto ferito.- confessò e qualcosa nella fragilità della sua voce colì Draco come uno schiaffo.
Draco sentì il cuore fare male, si avvicinò piano e si sedette sul divano.
- Ho una perfetta spiegazione sul perché sono sparito e ti garantismo che dopo averla sentita mi caccerai di casa e non vorrai più vedermi. –
Harry alzò gli occhi al cielo e riprese a piegare i panni del piccoo – Certo, ti inventerai chiss cosa e poi sarò io il cattivo.- replicò.
- Scommettiamo? –
- Scomettiamo. –
Draco prese un profondo repsiro – Mi sono innmorato di voi. –
La mano di Harry esitò su un giacchettino bianco.
- Non nel senso che siete carini e volevo far parte di una adorabile famiglia e sentirmene parte frequentandola. – insistette – Nel senso che vorrei stare con te e prendermi cura di Teddy come se fosse nostro anziché tuo. –
A dirlo ad alta voce, quelle parole sembrarono più vere che mai. Tanto vere da fare male.
- So di non poter essere parte della vostra famiglia fino a quel punto e starci a metà faceva male. – continuò stringendo i pugni.
Harry poggiò la giacchetta e si sedette sul divano. I suoi occhi erano distanti come se scandagliassero i ricordi dei loro momenti insieme per cercare indizi.
- Non mi basta. – disse tornando a guardarlo, Draco aggrottò le sopracciglia, senza capire.
- Per quanto Teddy sia mio figlio e metterò sempre il suo bene sopra di ogni altra cosa, non voglio essere amato da qualcuno perché ho lui, o perché siamo una graziosa famiglia felice.- mormorò e c’era una ferita profonda in quelle parole, una ferita che Draco non capiva come aveva inferto – Forse sono egoista,- soffiò ancora – Ma vorrei che tu amassi me, prima di noi. –
Mi sono innamorato di voi.
Harry non era ferito perché Draco aveva lasciato che i suoi sentimenti prevalessero nella loro amicizia, era ferito perché aveva dichiarato qell’amore, associato a quella famiglia.
Ma Harry mertiava di essere amato, Teddy o meno. Lui era un adorabile e inevitabile valore aggiunto.
Il che voleva dire, contro ogni ragione, che Harry voleva essere amato… da lui.
Draco gli rpese le mani, gliele strinse csì forte che temette di avergli fatto male.
- sono innamorato di te.- si corresse allora – così tanto che non so cosa fare del resto della mia vita se non sei con me. –
- Draco… - soffiò, come a chiedergli di smetterla.
- Sono sempre stato innarmoato di te. – confessò – Per questo ho accettato di venire a pranzo, per qeusto ho accettato tutti gli altri pranzi e le cene e gli incontri. Ancora non so perché continuassi a invitarmi, non oso sperare, ma quello che sapevo era che mi stava bene tutto, anche addormentare un bambino, se lo facevo con te.-
Gli occhi di Harry si alzarono e si persero ne suoi. Queste parole, lo avevano finalmente raggiunto.
- Ti amo.- disse, cercando di imprimere tutto il suo amore in quelle due uniche parole. Erano state create apposta – E voglio stare con te, e fare da padre a Teddy con te. Fare ogni cosa per il resto della mia vita… con te. –
Ebbe appena il tempo di vedere una lacrima scivolare lungo il viso di Harry prima di sentire il sapore salato sulle labbra nel bacio che seguì.
Si baciarono grossolanamente e scomodi ma era così perfetto che quando Teddy comparve tra loro nemmeno se ne accorsero.
Tirò a entrambi i capelli.
Risero e Draco prese in braccio il bimbo.
- Sì. –
Harry allora gli allungò un bicchiere di vino e sogghignò – Siamo un ottima squadra. –
Era vero. Avevano fatto addormentare quel bambino in un attimo.
Fino a una settimana prima Draco Malfoy non si sarebbe mai nemmeno immaginato che si sarebbe trovato a casa di Harry Potter dopo aver fatto da babysitter improvvisato al suo figlioccio.
Si erano incontrati nel nottetempo per caso, essendo cresciuti insieme, nonostante i loro problemi, avevano inziiato a parlare e Draco era rimasto sorpreso di vedere il goldn boy tenere tra le braccia un adorabile pargoletto.
Ancora di più, vederlo tenere la mano verso di suoi capelli e poi vedere i suoi diventare di un biondo uguale al suo.
- Ora che ci penso, in qualche modo lui è tuo parente.- sorrise Harry divertito – Teddy, lui è tuo… cugino? Zio? Il tuo albero genealogico mi ha sempre confuso.-
Draco alzò gli occhi al cielo e scoppiò a ridere, poi passò una mano sui capelli biondi del bimbo per tirarli all’indietro e soppesare la somiglianza – Sì, decisamente. – confermò – Dai, dammelo. Ora è mio! –
Harry glielo mise perfino in braccio e giocarono tutti e tre insieme per tutto il tragitto. Draco fece finta perfino di perdere la sua, tanto si stava divertendo.
Quel giorno, Harry lo aveva invitato a pranzo e da allora, non c’era giorno che non si vedessero.
Non sapeva dire con certezza come ci si era ritrovato in quella situazione, era come se un po’ l’avessero rapito, ma quando quel bimbo sorrideva ogni volta che lo vedeva, si sentiva come parte di un qualcosa più grande di lui.
Harry e lui parlavano molto quando dormiva, avevano ripercorso i loro ricordi, li avevano metabolizzati, si erano chiariti su cosa di cui non avevano mai sospettato di doversi chiarire.
- Nessuno accetta che voglio prendermi cura di lui.- gli aveva detto Harry – E un po’ non so se lo sto facendo perché voglio o perché sento di doverlo fare. –
- Deve essere difficile. –
Harry bevve il suo unico sorso di vino. A lui glielo versava sempre Harry era abbastanza responsabile da concedersene solo un unico sorso.
Anche se Teddy non era davvero suo figlio, era comuque suo padre.
- suo nonna non ha l’età per prendersene cura. – insistette – Non potevo permettere che finisse chissà dove. –
- Per quel che ho visto, sei un ottimo padre. –
Harry gli sorrise a metà, mentre allontanava il bicchiere di vino. Qualcosa nei suoi occhi ora era lontana. Draco avrebbe dovuto sentirsi come in intruso in quella casa, nei suoi pensieri, ma non esitò nemmeno un secondo a domandare – vuoi che mi occupi di lui, mentre fai una dormita? –
Harry scosse la testa – Ti soprenderà, ma ti invito perché mi diverte stare con te, non per importi Teddy. – gli versò un altro po’ di vino.
- Lo vedo, cerchi di ubriacarmi. –
- Ne ho una cantina piena e non posso berlo. - confermò Harry – Sei forse l’unico che conosco con un palato adatto a gustarlo. –
- probabilmente è così. – confermò.
Risero e tornarono a chiacchierare. Teddy si svegliò e lo curarono.
DRaco fu invitato a pranzi e cene, con o senza i Weasley.
Una parte di lui si chiedeva se Harry ormai lo pensava suo amico. Certo capitava che per qualche giorno non riuscissero a organizzarsi, ma appena avevano un minuto libero, entrambi si cercavano.
Un giorno Teddy afferrò la sua mano e lo tirò verso Harry per afferrare la sua. Sorrise, come se avesse fatto un impresa eroica.
Tenere le mani delle due persone che più adorava al mondo.
Draco si sentì in colpa a sentire il proprio cuore battere in quel momento. Anche se probabilmente quel bimbo faceva parte del suo complicato albero genealogico, non ne era davvero un familiare e forse, nemmeno un amico di famiglia.
- Provo a farlo addormentare. – soffiò Harry prendendolo in braccio.
Svanì nell’altra stanza e Draco aspettò paziente il suo ritorno. Dopo mezzora il pensiero che probabilmente si era addormentato anche Harry lo coprisse con un sorriso.
Doveva essere così stancante fare il papà.
Si affacciò solo per esserne sicuro e trovò Harry steso sul divano, il bombo sul grembo che lo usava come cuscino.
Entrambi, erano nel mondo dei sogni.
Evocò una coperta e li coprì entrambi dolcemente.
Taddy aprì gli occhi e fece per muoversi, ma Draco lo prese dolcemente e sperò di non svegliare Harry. Pian piano, tenendolo tra le braccia lo portò in cucina, dove gli preparò il biberon e gli detta da mangiare.
Fu strano essere in qualla casa fino a due sttimane prima totalmente sconosciuta, con una persona che non aveva mai davvero frequentato pur conosendola da anni, con un bambino che adorava tra le braccia.
- Sono proprio nei guai, Teddy. – sussurrò – Mi sto innamorando di voi e non posso pemettermelo.- dette un piccolo bacio sulla fronte – Dovevi proprio essere così adorabile? –
Draco aveva cercato di prendere le distanze gradualmente.
Doveva proteggere non solo il suo cuore ma anche quello dei piccolino e l’unico modo che aveva era rendere il distacco graduale.
Lo doveva a Harry, la cui lontananza ormai gli spezzava il cuore, ma era un padre e sapeva che dovevano esserci dei limiti alla sua presenza.
Non che li sopportasse.
A provarci ci provò davvero. Si imponeva di non contattarli tutti i giorni, di rendere più sporadiche le visite, ma quando divenne ovvio che la mancanza di loro due lo schiacciava fino a togliergli il respiro, decise di assecondarla.
Si presentò da loro con le ciambelle e il caffè e una scusa masticata.
Harry avsva alzato il sopracciglio e lo aveva fatto entrare, per poi tornare in cucina dove un bimbo pretendeva la sua pappa con rabbia.
Si illuminò, non appena lo vide, letteralmente si tinse di luce.
- Sono felice anche io di vederti, teddy.- replicò Draco con una carezza.
- Iniiavo a pensare di aver solo sognato la nostra amicizia. – replicò Harry con un finto sorriso per poterlo sgridare senza che il bimbo notasse la tesione – O forse non mi sbagliavo? –
Draco strinse le labbra, poggiò il caffè e la ciambelle e soffiò – ti devo una spiegazione. –
Harry finì di dare da mangiare al bimbo e gli accese l’apparecchio strano con dentro immagini e suoni. Tb o qualcosa di simile. Quella scatola attirava Teddy un orsetto al miele, si divertiva troppo a cambiare a seconda del programma che vedeva.
Harry fece cenno a draco si seguirlo e una volta nell’altra stanza, iniziò a peigade dei panni messi alla rinfusa sul divano.
- Mi dispiace. – soffiò Draco, mesto.
- Non devi frequentarci se non vuoi, Draco. – recplicò – Francamente sono sorpeso che tu sia durato tanto. Sono stato sciocco a credere che ci fosse dell’amicizia tra noi, evidentemente. Forse è colpa mia, alla fine. Forse… - la sua voce sfumò.
Draco strinse le labbra – Posso spiegarti, davvero.- insistette.
- Non mi serve. – replicò Harry – sono stanco, draco. Mi prendo cura di un bambino, non voglio stare a sentire cazzate. Se non ci vuoi nella tua vita, non servono scuse.-
- Ma io vi voglio nella mia vita!- quasi urlò Draco.
Harry strinse le labbra, abbassò le braccia e alzò gli occhi su di lui – Ascolta, non ho davvero tempo per questo.- scrollò le spalle – Ci eravamo avvicinati, poi ti sei allontanto. Ha senso del resto, chi vorrebbe essere amico di uno che fa il padre a tempo pieno? – quasi rise – non devi sentirti in colpa per questo. Davvero. – lanciò un’occhiata verso la cucina dove Teddy guardava una bimba tormentare un orso e i suoi capelli divennero di un rosa acceso – Non so nemmeno perché sono tanto ferito.- confessò e qualcosa nella fragilità della sua voce colì Draco come uno schiaffo.
Draco sentì il cuore fare male, si avvicinò piano e si sedette sul divano.
- Ho una perfetta spiegazione sul perché sono sparito e ti garantismo che dopo averla sentita mi caccerai di casa e non vorrai più vedermi. –
Harry alzò gli occhi al cielo e riprese a piegare i panni del piccoo – Certo, ti inventerai chiss cosa e poi sarò io il cattivo.- replicò.
- Scommettiamo? –
- Scomettiamo. –
Draco prese un profondo repsiro – Mi sono innmorato di voi. –
La mano di Harry esitò su un giacchettino bianco.
- Non nel senso che siete carini e volevo far parte di una adorabile famiglia e sentirmene parte frequentandola. – insistette – Nel senso che vorrei stare con te e prendermi cura di Teddy come se fosse nostro anziché tuo. –
A dirlo ad alta voce, quelle parole sembrarono più vere che mai. Tanto vere da fare male.
- So di non poter essere parte della vostra famiglia fino a quel punto e starci a metà faceva male. – continuò stringendo i pugni.
Harry poggiò la giacchetta e si sedette sul divano. I suoi occhi erano distanti come se scandagliassero i ricordi dei loro momenti insieme per cercare indizi.
- Non mi basta. – disse tornando a guardarlo, Draco aggrottò le sopracciglia, senza capire.
- Per quanto Teddy sia mio figlio e metterò sempre il suo bene sopra di ogni altra cosa, non voglio essere amato da qualcuno perché ho lui, o perché siamo una graziosa famiglia felice.- mormorò e c’era una ferita profonda in quelle parole, una ferita che Draco non capiva come aveva inferto – Forse sono egoista,- soffiò ancora – Ma vorrei che tu amassi me, prima di noi. –
Mi sono innamorato di voi.
Harry non era ferito perché Draco aveva lasciato che i suoi sentimenti prevalessero nella loro amicizia, era ferito perché aveva dichiarato qell’amore, associato a quella famiglia.
Ma Harry mertiava di essere amato, Teddy o meno. Lui era un adorabile e inevitabile valore aggiunto.
Il che voleva dire, contro ogni ragione, che Harry voleva essere amato… da lui.
Draco gli rpese le mani, gliele strinse csì forte che temette di avergli fatto male.
- sono innamorato di te.- si corresse allora – così tanto che non so cosa fare del resto della mia vita se non sei con me. –
- Draco… - soffiò, come a chiedergli di smetterla.
- Sono sempre stato innarmoato di te. – confessò – Per questo ho accettato di venire a pranzo, per qeusto ho accettato tutti gli altri pranzi e le cene e gli incontri. Ancora non so perché continuassi a invitarmi, non oso sperare, ma quello che sapevo era che mi stava bene tutto, anche addormentare un bambino, se lo facevo con te.-
Gli occhi di Harry si alzarono e si persero ne suoi. Queste parole, lo avevano finalmente raggiunto.
- Ti amo.- disse, cercando di imprimere tutto il suo amore in quelle due uniche parole. Erano state create apposta – E voglio stare con te, e fare da padre a Teddy con te. Fare ogni cosa per il resto della mia vita… con te. –
Ebbe appena il tempo di vedere una lacrima scivolare lungo il viso di Harry prima di sentire il sapore salato sulle labbra nel bacio che seguì.
Si baciarono grossolanamente e scomodi ma era così perfetto che quando Teddy comparve tra loro nemmeno se ne accorsero.
Tirò a entrambi i capelli.
Risero e Draco prese in braccio il bimbo.