La classifica misteriosa
La classifica misteriosa
La prima volta che Draco Malfoy udì la voce, si ritrovò a sputare l’acqua. Pareva fosse uscita una lista molto particolare, che al solo pensiero faceva molto mal pensare sulla scolaresca: era una classifica sulla presunta lunghezza del pene degli studenti maschi.
-Con chi sei stato?- domandò Pansy incuriosita – Chi ti sei fatto che si è fatto poi anche Potter?-
Draco si guardò attorno e notò le occhiate. Tutti guardavano lui e Potter come se cercassero di immaginare le loro misure.
Seccato, Draco accartocciò la lista e gli dette fuoco, mettendo fine alla cosa. Almeno per ora.
Un mese dopo, non solo la voce era ancora sulla bocca di tutti, ma entrambi i pretendenti al primo posto si erano ritrovati più volte aggrediti da mani che li palpavano nella speranza di capire l’entità della sua attrezzatura.
Fu semplicemente troppo.
Draco afferrò Harry per la collottola e lo trascinò nella prima stanza vuota e urlò adirato – Questa storia deve finire!-
Harry si sistemò la camicia ancora tirata dall’attacco del serpeverde e disse –Confermo.- con un espressione grave –Come pensi di farla finire?-
Draco fece un gesto sbrigativo con la mano – Beh, si chiedono chi è più dotato. Diamogli una risposta.-
Harry alzò un sopracciglio mentre si sistemava gli occhiali –E come pensi di dargli risposta?-
-Oh, andiamo.- scrollò le spalle –Siamo due uomini, abbiamo già una conoscenza anatomica ben consolidata direi.- tirò fuori dalla tasca un piccolo metro –Tira fuori l’uccello e misuriamolo.-
Notò le guancie di Harry prendere fuoco, fu strano e questo mise un attimo da parte la sua risolutezza, ma tentò di non darlo a vedere –Forza, cosa aspetti?-
-Non è così che funziona.- si sforzò di replicare Harry – Da mosci la misura non è attendibile, lo sai. Stai forse suggerendo di farcelo diventare duro per il tuo piano malvagio?-
Draco assottigliò lo sguardo –O possiamo semplicemente dire che ce l’ho più lungo io. – scrollò le spalle, mettendosi in tasca il misuratore.
-Non sei curioso?- replicò Harry ora leggermente più rilassato – Di chi ce l’ha più lungo?- una nuova luce, si fece strada nei suoi occhi. Una curiosità, simile alla malizia.
Certo che Draco Malfoy era curioso, era il motivo principale della sua presenza in quella stanza –Tu sì?-
-Beh, è una gran della domanda.- con nonchalance la mano del grifone si poggiò sulla cintura, come se aspettasse il consenso a sbottonarla –Ti batterò anche in questo?-
Stava tentando di sfidarlo. E, maledizione, stava funzionando.
-Ora sei tu a suggerire di farcelo venire duro?- lo provocò.
Harry storse le labbra, pensieroso –Puoi darmi il metro. Lo misurerà in bagno e ti farò sapere il risultato.-
-Col rischio che bari?-
-Sei tu che timido.-
-Io non sono timido.- replicò l’altro –Ho solo decoro, cosa che a te manca.-
-Allora come suggerisci di procedere?-
Si decise per un asettica masturbazione praticata ai lati opposti della stana. Mentre Draco lasciava scivolare la mano nei proprio boxer sperò con tutto il cuore che Harry stesse facendo lo stesso senza prenderlo in giro, poi si concentrò per non diventare duro troppo in fretta; non poteva lasciar credere all’altro di trovare in qualche modo la situazione eccitante. Era fuori discussione.
Dopo quello che credeva un perfetto tempismo, decise di essere duro abbastanza da poter verificare la veridicità di quella lista.
-Io sono pronto.- disse, cercando di modulare la sua voce e non sembrare eccitato.
-Anche io.- disse Harry a fatica.
Si girarono, avvolti nei mantelli e zoppicarono fino al centro della stanza, zone dichiarata neutra.
-Aprì.- disse Harry con un cenno.
-Prima tu.-
Alzando gli occhi al cielo, il grifone eseguì. Una volto aperto il mantello, la prima cosa che Draco riuscì a vedere fu il suo magnifico uccello che era decisamente di una degna dimensione. Era leggermente più largo del suo.
-Il metro.-
Lo prese, ma non si mosse –E tu?-
-Io cosa?-
-Non sarà l’unico col cazzo al vento. Apri.-
Draco sbuffò, sforzandosi di sembrare indifferente. Vide quella luce maliziosa negli occhi dell’altro intensificarsi.
-E ora…-
Aprì il metro e tentò di misurarsi il cazzo, ma faticava a trovare il modo giusto. Draco gli tolse il metro di mano e ci provò lui, con non poco imbarazzo all’idea di avere le mani così vicine al sesso eretto dell’altro.
-Stai barando.- replicò Harry quando lo vide non affondare la punta del metro nella peluria scura.
-Circa ventidue.- sentenziò – Io sono ventitre, quindi vinco io.-
-No, che non lo sei. – replicò Harry togliendogli il metro di mano – Dimostralo.-
Stavolta fu lui a avvicinarsi col metro all’erezione di Draco per un espressione accigliata e contrita.
-Ventidue. Come me.-
-Il mio è comunque più lungo.-
-No che non lo è.-
-Sì.- replicò Draco con una scrollata di spalle – di qualche millimetro.-
A differenza del punto di vista il metro infatti dava diverse misurazione. Era chiaramente un effetto ottimo, ma Harry sembrava intestardissi che non fossero corrette le conclusioni dell’altro.
-Va bene!- scattò – Se non sei convinto di un fottuto preciso metro, cosa suggerisci per capirlo?-
Harry lo guardò, inghiottendo a vuoto – Misurazione diretta.-
All’altro mancò il respiro – Stai dicendo…-
-Sì.-
-Ma… si toccheranno.-
-E allora?-
Certo. Tutto normale, no? Stava letteralmente per scontrare il cazzo con quello del grifone e per lui era una cosa assolutamente fattibile.
Con una vena sulla tempia che pulsava, Draco acconsentì. Si prese l’erezione tentando di ignorare il brivido di eccitazione al tocco, e si concesse istintivamente un paio di carezze, prima di alzarlo. Harry si fece vicino e lo posizionò in alto a quello di Draco. Ma loro due avevano un paio di centimetri di differenza così Harry bofonchiò – Appoggiati al banco.-
Sedersi, per permettere a Potter di strusciare il suo cazzo contro il suo. Era il colmo. Quasi rise, mentre lo vedeva concentrarsi nel metterli nella stessa precisa altezza prima di unirli.
Fu come una scossa elettrica che gli attraversò ogni terminazione nervosa. Il calore e la durezza di Harry gli dettero al cervello, come se fosse ubriaco. Quasi non si rese conto, che il bacini collidevano, anzi, inebriato da quell’eccitazione nuova, adorò quel contatto.
Boccheggiò un poco, mentre, nel tentativo di centrarli, la loro pelle tesa si strusciò provocando in entrambi un momento di pura estasi.
Si rese conto troppo tardi del fatto che Harry aveva preso entrambi con una mano e stava fingendo di misurarli in tutta la lunghezza carezzandoli.
Perché certo che si faceva così, no? Draco avrebbe creduto anche che quella frizione poteva misurare la circonferenza della terra, se significava lasciarlo fare.
Ad un certo punto, fu chiaro che si stavano semplicemente godendo contatto e carezze, e ad un altro, fu chiaro che non avevano alcune intenzione di fermarsi, né di fermarsi a quello.
Draco cercò le sue spalle, si aggrappò a lui, mentre Harry gli afferrava i fianchi per spingerseli addosso. Iniziarono a sbattere i bacini l’uno contro l’altro, in una spasmodica voglia di darsi piacere, sempre di più e più ancora, fino a venire.
Sull’orlo dell’orgasmo, Draco affondò il viso nel collo di Harry, tremando d’aspettativa e sforzo di tenere le gambe strette attorno a lui. L’orgasmo gli graffiò le vene dall’interno.
Dopo di ché tutto fu silenzioso, umido e sensibilmente più rilassato.
Le labbra di Harry erano morbide sul suo collo mentre sussurrava – Non sappiamo ancora chi ce l’ha più lungo.-
Era vero.
Draco alzò il viso e strusciò il naso gelido sulla sua mascella in un gesto insolitamente familiare per lui – Se ci riproviamo finiamo di nuovo a venire?-
-Posso solo sperarlo.- replicò Harry.
Draco lo lasciò andare e si appoggiò sui palmi, lasciando la schiena rilassata all’indietro. Stavolta, mentre se ne stava nudo e sporco davanti a lui c’era un’aria totalmente diversa.
-Era il tuo piano fin dall’inizio o hai solo tentato la fortuna?-
-Sei tu che mi hai trascinato qui.- gli ricordò mentre si avvicinava appoggiandosi al banco per guardarlo dritto negli occhi – Era il tuo piano fin dall’inizio o hai solo tentato la fortuna?- gli fece eco.
Draco fissò nei suoi profondi occhi verdi e si ritrovò a chiederselo.
-Nel dubbio, possiamo rifarlo.- propose con un sorriso – Nessuno lo verrà a sapere e non succederà altro usciti da questa stanza.-
-Non è esattamente un incentivo.-
-E’ la condizione.-
La malizia negli occhi di Harry tornò a intensificarsi – Mi stai dando via libera?-
Draco s’umettò le labbra, mentre tirava il sorriso in un espressione altrettanto maliziosa – Ti sto dando un ordine.-
Due mesi dopo, la voce girava ancora, e nemmeno loro erano sicuri di chi fosse in cima a quella lista. Non che non avessero provato le misurazioni, ovviamente. Ma per qualche strana ragione i loro tentativi erano diventati sempre più complicati.
Ovviamente nessuno dei due aveva mai avuto intenzione di relegare quella cosa a quell’unico pomeriggio, Harry lo aveva trascinato nelle prima aula vuota qualcosa come una manciata di ore dopo il loro primo contatto.
Avevano scoperto altro però, avevano scoperto quanto potevano venire prima di crollare, quanto Harry resisteva mentre lo scopava, quante volte alla settimana riuscivano a evitare di saltarsi addosso. La risposta era; sempre meno.
Con un espressione esasperata Draco lo spintonò via dopo che Harry lo aveva baciato in mezzo al corridoio come se nulla fosse, come se non fosse importante che non li vedessero.
- E comunque sono più lungo io.-
Gli occhi di Harry brillavano con sempre più intensità – Sarò sempre disposto a provarti il contrario.-